La Pedemontana Veneta secondo gli imprenditori: lo sviluppo dell’economia di Marca (e il beneficio al territorio) passerà per la SPV?

A qualche settimana dall’inaugurazione dell’ultimo tratto della Strada Pedemontana Veneta, che si avvicina al suo completamento (escludendo gli allacciamenti diretti con le autostrade ai suoi estremi) abbiamo voluto tornare a collezionare nuove opinioni sul tema, consapevoli che il pubblico si divide tra chi rimane perplesso sul prezzo del pedaggio e chi invece ritiene che le comodità, l’anticipo e la sicurezza che questa strada oggettivamente consente, lo valgano tutto.

In un precedente articolo (questo) avevamo considerato i tempi di percorrenza da centro a centro e ritorno, realizzando che la Spv consente alcuni vantaggi in prospettiva di spostamenti locali, anche se non in tutti i contesti. Per alcune aziende quei vantaggi potrebbero trasformarsi in relativi risparmi, che alla lunga saranno capaci, secondo il presidente del Veneto Luca Zaia, di incrementare di un punto percentuale e mezzo il prodotto interno lordo del Veneto. Proprio di questo abbiamo parlato con alcuni imprenditori in vari settori merceologici, chiedendo loro se trovano possibile pensare alla Pedemontana come un motivo di sviluppo dell’economia nei prossimi anni e, guardando oltre, una ricchezza da ridistribuire anche a chi oggi lamenta prezzi eccessivi.

“L’arteria SPV, che sta raggiungendo le fasi di completamento, si sta rivelando utile a risparmiare tempo e chi lavora con i mezzi pesanti ha cominciato a capirlo – considera Valter De Bortoli, vicepresidente esecutivo della DB Group di Montebelluna, azienda internazionale che si occupa di logistica – Ha dei costi elevati, certo, ed è stato spiegato perché è costata così cara: è tutto sottotraccia. Credo che dovremo imparare a gestirla, considerando magari un aumento della frequenza dei transiti in futuro. Il presidente Zaia ha ragione a dire che si rivelerà un’opera fondamentale per agevolare lo sviluppo economico: come DB Group stiamo ragionando su eventuali punti logistici lungo la SPV, perché crescere lungo quei cartelli si rivela strategico per questo settore, favorendo così anche eventuali nuove attività commerciali”.

“L’opera, che è una grande opera, serve di sicuro ma i camion ancora non la percorrono: proprio non se ne vedono – commenta Fabio Gugel, dell’omonima ditta leader nel trasporto arredi di Pieve di SoligoFinché non viene completata con il tratto che porta a Montecchio, in effetti, non ne vale la pena: noi per ora prendiamo il Passante, che ci conviene economicamente, poi quando sarà completa la valuteremo nuovamente. A questo punto – dico io – sarebbe il caso di farla prendere a più gente, anche perché è stata pensata anche per i privati cittadini”. 

“Riuscire a creare industria per un Veneto è mediamente più complesso proprio per la non-facilità di scorrimento persone e merci – spiega Marco Vecellio, CEO di Margot Spa, con vari stabilimenti in zona a Pederobba, Alano di Piave e Romano d’Ezzelino – Per un cittadino, immaginare un viaggio prevalentemente autostradale non è paragonabile a immaginare un viaggio su strada a scorrimento lento, nessuno fa realmente i calcoli di quanto tempo si impieghi con l’una o l’altra soluzione, semplicemente l’autostrada è psicologicamente accettabile. Una persona d’affari imputa un valore elevato al proprio tempo, così assume un elevato valore anche la propria qualità di vita. Esempio perfetto è un viaggio aereo: la business class ha un costo spropositato rispetto alla economy, ma arrivare meno stressato e stanco alla meta ha un valore enorme per una persona che lavora e deve essere nel pieno delle proprie forze. Evidentemente, la Pedemontana per un turista a raggio corto può non essere né competitiva né ragionevole come costo beneficio, ma dare al Veneto una strada a percorrenza veloce che tocchi trasversalmente l’area pedemontana ha a mio parere un valore esagerato”.

“È sicuramente un valore aggiunto per il Veneto ma in particolare per l’Alta Marca, – ha risposto Filippo Polegato, amministratore delegato di Astoria Wines – Con la nuova apertura fino a Spresiano, effettivamente, noto un flusso di passaggi maggiore. Secondo me, prima di vedere i vantaggi al 100% dobbiamo aspettare la fine dei lavori su tutta la tratta: soprattutto quando si completerà l’ultimo tratto, con l’apertura dello svincolo per Milano. Noi come azienda la stiamo già utilizzando parecchio, è sicuramente più conveniente per raggiungere Milano e la Lombardia e i territori più a ovest”.

Io la evito per un solo motivo: non prende il telefono – spiega Antonio, coneglianese, agente di commercio per Eclisse, con sede a Pieve di Soligo, e si trova a percorrerla praticamente ogni giorno per lavoro – Il mio lavoro è stare al telefono per ore e ore, come gestore ho un contratto business con Vodafone, ma mentre percorro la Pedemontana perdo la linea più e più volte e per questo ho cominciato a evitarla: non mi rendo conto del costo, che considero eccessivo, perché ho il Telepass ma è anche vero che il tempo è denaro e qualche volta mi è comodo prenderla. Spero venga installato presto un ripetitore”.

“Il tempo è valore, sono d’accordo, ma aggiungerei che la qualità del tempo ha un valore ancor maggiore – commenta Paola Carron, della Carron Spa di San Zenone degli EzzeliniQuando percorro la SPV, non trovo semafori, rotonde, passaggi a livello, e questo migliora la qualità del mio tempo in auto, oltre che accorciare le percorrenze. È indiscutibile che le infrastrutture migliorino la produttività di un territorio. Le faccio un esempio: quando non c’era il Passante si era obbligati a fare la tangenziale, dove ogni spostamento era un’incognita. Oggi l’infrastruttura garantisce tempi certi, migliorando non solo l’efficienza delle aziende di logistica, ma di qualsiasi trasporto. Certo abbiamo parlato di aspetti positivi, ma ci sono anche quelli negativi: innanzitutto, le tariffe sono alte, troppo, ma mi rendo conto che esiste un piano economico finanziario da rispettare e sarà da vedere se, una volta conclusa l’opera, esisteranno le condizioni per trovare delle soluzioni. L’altro aspetto negativo è che la Pedemontana si muove su un asse unicamente orizzontale, Est-Ovest, mentre mancano i collegamenti tra Nord-Sud. Per esempio, per quanto riguarda le nostre esigenze, riscontriamo punti critici in direzione Valsugana e verso Padova, da Loria verso la Sr308, dove risulterebbe necessaria una corsia in più”.

“La ritengo un’opera davvero ben fatta – afferma Giorgio Rossetto, imprenditore di Cavaso del Tomba e fondatore della Virosac – Costosa, però per lavoro ci si muove davvero con grande facilità e credo che gli imprenditori di questa zona l’abbiano capito: i prezzi sembrano elevati ma il risparmio nei tempi e nei carburanti (questo per i mezzi pesanti) sono drastici. Per tutte le merci arrivare a Vicenza ora è un attimo: pensiamo quanto era difficile prima muoversi con un camion lungo le strade provinciali e attraverso i centri. A prescindere dai prezzi, la SPV ci mette al centro del Nord Italia”.

“Per noi la SPV è già stata motivo di vantaggi a partire dal suo cantiere e questo potrebbe renderci di parte, – sottolinea per correttezza Davide Perin, amministratore delegato della Perin Generators, con sede a Pederobba e Susegana – Per quanto ci riguarda siamo molto soddisfatti, perché i nostri clienti che arrivano da ovest, quindi da Milano, da Bologna, da Torino, trovano molto più comodo percorrerla per raggiungere i nostri stabilimenti qui in zona e questo prescinde dal costo.  Anche per i nostri camion, che trasportano ovunque nel mondo, è davvero molto più rapido, mentre prima solo per muovere verso Castelfranco e poi Padova ci si metteva un’ora”.

“Noi imprenditori aspettavamo questo collegamento da anni – spiega Francesca Martignago, CEO della Isoplam di Maser – Dal punto di vista logistico in questa zona eravamo tagliati fuori. Indubbiamente per chi viaggia per lavoro significa risparmiare molto tempo nei viaggi verso, per esempio, Milano. A livello economico però non è proporzionata al costo delle altre autostrade e non credo porterà benefici reali allo sviluppo fino al riadeguamento delle tariffe. Chi viaggia su ruota ci segnala che i titolari delle ditte dei trasporti generalmente vietano ai propri autisti di percorrerla: i budget non lo permettono e si tratta di un costo che non è possibile poi riversare sul cliente”.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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