Raid a Conegliano, mercoledì riunione in Prefettura del Comitato di ordine e sicurezza pubblica. Roccoberton: “Adotteremo le soluzioni per la città”

Si è svolta nella mattinata di oggi, lunedì 3 maggio, la riunione tra il commissario straordinario della città di Conegliano, Antonello Roccoberton, e il Prefetto di Treviso Maria Rosaria Laganà, in merito al raid punitivo verificatosi nel pomeriggio di ieri, domenica 3 maggio, in piazza Cima a Conegliano (qui l’articolo).

Incontro a cui seguirà una riunione in Prefettura a Treviso, dove si riunirà il Comitato di ordine e sicurezza pubblica, nella mattinata di mercoledì 5 maggio.

Una riunione a cui sarà presente lo stesso commissario Roccoberton, in rappresentanza della città di Conegliano, il quale ha confermato che in quella sede verranno discusse le soluzioni che saranno poi messe in campo, a seguito di un fatto tanto increscioso quanto inaspettato.

In quella sede sarà analizzata la situazione della sicurezza pubblica, – ha dichiarato Antonello Roccoberton – le risultanze delle indagini o quantomeno dei dettagli che nel frattempo arriveranno e che al momento non si conoscono. Dalle indicazioni che arriveranno dal Comitato, anche il Comune adotterà le determinazioni che riterrà di adottare”.

Ancora non sono trapelati elementi relativi alle indagini in corso ma, nel frattempo, sul web continuano a circolare due video dove è stato immortalato il fatto: nei filmati si vede chiaramente un gruppo di giovani, armati di spranghe e manganello, dirigersi verso altri coetanei che in quel momento si trovavano seduti ai tavoli del caffè Teatro come, del resto, altri avventori che, nel primo pomeriggio di ieri, avevano deciso di trascorrere la pausa domenicale nella piazza coneglianese.

Un raid punitivo a tutti gli effetti, stando alle prime testimonianze pervenute da quanti hanno assistito alla scena, che ha stupito la platea di avventori sia per la violenza che l’ha caratterizzato sia per la fermezza di questi assalitori, che non hanno dimostrato nessun tentennamento e che, a detta di molti, sapevano perfettamente chi cercare e dove cercare (qui l’articolo).

Un fatto che ha provocato il ricovero di tre giovani all’ospedale di Conegliano (qui l’articolo) mentre, nel frattempo, continua sul web il dibattito pubblico su quanto avvenuto e sul tema della sicurezza, su cui si sono espressi vari profili politici e appartenenti al mondo dell’associazionismo.

Nel frattempo, pare che a indurre i sette aggressori a mettere in atto il pestaggio sia stata una ragazza contesa.

Un’ipotesi che non è stata al momento confermata dagli inquirenti, che mantengono la strada del riserbo: non sono infatti trapelati dettagli ed elementi sul fatto.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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