Si sono concluse nel modo più doloroso le ricerche di Stéphane Verongalli, il bancario e diportista 52enne di Conegliano disperso ormai da due giorni nel Golfo di Trieste in seguito al ribaltamento della barca sulla quale era a bordo anche il padre ottantenne Vittorio Verongalli, deceduto lunedì pomeriggio.
Le ricerche del naufrago disperso tre giorni fa e del suo natante si sono concluse poco dopo le 15 di oggi giovedì con il ritrovamento di entrambi all’interno dei filari di miticoltura presenti a sud-ovest del Castello di Duino (Trieste).
Il natante era rimasto incastrato in posizione verticale a metà altezza rispetto al fondale; il corpo del diportista coneglianese che lo conduceva era purtroppo rimasto vincolato al mezzo nautico.
Le operazioni di recupero sono eseguite dal personale dei Vigili del fuoco, che hanno individuato il natante grazie al sonar di bordo.
Alle ricerche odierne hanno partecipato, come nei giorni scorsi, mezzi nautici di Guardia Costiera, Guardia di Finanza e Vigili del fuoco, questi ultimi presenti anche con il proprio nucleo subacquei e con l’elicottero di stanza a Venezia.
Un sonar dell’OGS è stato messo a disposizione di una motovedetta della Guardia Costiera, per aumentare le capacità di ricerca.
Il corpo senza vita del diportista di Conegliano è ora a disposizione dell’Autorità giudiziaria per gli accertamenti del caso.
Indicibile il dolore della moglie di Vittorio e mamma di Stéphane Verongalli per la perdita di entrambi i congiunti, e di tutti i parenti e amici della famiglia coneglianese con radici anche a Tarzo.
(Foto: Vigili del fuoco)
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