Tesori ritrovati: restaurato l’Oratorio di San Michele a Ogliano

Era stato presentato a giugno 2023 il progetto di restauro dell’Oratorio di San Michele, a Ogliano, frazione del Comune di Conegliano.

Oratorio che ieri sabato è stato restituito alla comunità, completamente restaurato.

Guido Bernardi, appassionato di storia che si è occupato della ricostruzione delle tappe riguardanti l’Oratorio di San Michele

La cerimonia di inaugurazione si è aperta con uno spazio di presentazione del progetto, avvenuta nell’area della Cantina Borgo Antico e condotta da Alessandro Bortoluzzi, componente del gruppo di lavoro parrocchiale, nonché professionista che ha dato assistenza legale al progetto.

L’appuntamento si è aperto con un ricordo di don Luigi Cescon, che si era speso per l’Oratorio, e sono stati menzionati anche i suoi successori, ovvero don Fulvio Silotto (presente alla cerimonia), don Mirco Miotto e monsignor Martino Zagonel, attuale amministratore parrochiale.

Il restauro dell’Oratorio è stato possibile grazie a un finanziamento Pnrr, unito a un contributo da parte del Comune di Conegliano, mentre non è mancato l’apporto e la collaborazione delle associazioni di Ogliano, varie imprese, aziende agricole, cantine e attività del territorio.

“Ho percepito il virtuosismo nel sistemare la chiesetta – le parole di don Mirco Miotto -. Ho visto un gioco di squadra e un impegno nel sistemare l’Oratorio, per restituire alla storia un frammento di vita della comunità”.

Non sono mancati i saluti e gli interventi di Elena Moschetta (Consorzio) e Michele Zanchetta (archeologo), mentre il sindaco di Conegliano Fabio Chies, presente con una parte della sua giunta, ha osservato come sia “un orgoglio per tutti riportare alla luce un tassello fondamentale per la storia del territorio”.

“Un’opera fatta da tutti i componenti del territorio e un esempio di virtuosismo – ha aggiunto il primo cittadino – Esprimo gratitudine a don Luigi e ai parroci che si sono succeduti”.

Guido Bernardi, appassionato di storia locale, si è occupato della ricostruzione delle tappe dell’Oratorio, uno studio che ha messo in luce quanto ci siano ancora delle lacune documentarie sul percorso del sito religioso.

“La ricerca è stata basata sui documenti a disposizione: un primo riferimento, non diretto, si trova nell’inventario del 1348 delle terre di un vescovo, mentre risale al 7 maggio 1471 il primo documento che parla direttamente dell’Oratorio“, ha detto Bernardi, il qual ha ricostruito i vari passaggi di proprietà tra le famiglie del territorio.

“Nel tempo l’Oratorio ha presentato una crepa vistosa e una situazione statica compromessa. L’arrivo di don Luigi ha fatto sì che lui prendesse in mano la questione”, ha aggiunto.

L’architetto Fabio Nassuato ha riferito che si è trattato di un intervento di conservazione, che ha comportato, tra le varie cose, lo smontaggio e ricostruzione della copertura che, una volta ripulita dall’edera, ha svelato la presenza di un piccolo campanile (la campana è stata fatta suonare poco prima del taglio del nastro dell’inaugurazione).

Gli interventi hanno ricevuto l’approvazione della Soprintendenza, mentre la crescita di una serie di canne di bambù nella parte retrostante dell’Oratorio (con le radici che si diffondevano nella pavimentazione interna dell’edificio), hanno richiesto la rimozione delle tavelle e la sistemazione di uno strato di calce idraulica, con il successivo riposizionamento della pavimentazione.

Risistemato anche l’ingresso dell’Oratorio.

Marta Schiavinato si è occupata del restauro dell’altare che, a suo dire, non sarebbe nato con l’Oratorio, considerati gli elementi costruttivi non coerenti e le sue dimensioni.

“Dal punto di vista conservativo era degradato, specialmente la parte bassa, con il legno indebolito dall’umidità e dagli insetti”, ha spiegato.

Silvia Bevilacqua, invece, ha riferito quali sono stati gli elementi della pala d’altare sottoposti alla sua analisi. Analisi che avrebbe messo in luce il fatto che non ci sarebbero documenti utili per ricostruirne l’origine.

Secondo Bevilacqua sarebbe riconoscibile il profilo del paesaggio di Conegliano, con una predilezione per le tinte del giallo, azzurro e rosa.

L’architetto Diego Zanette ha ricordato che il progetto è stato affiancato dalla stesura di un volume ad hoc sul percorso storico dell’Oratorio, “un lavoro condiviso e frutto di competenze diverse”.

“Non è un percorso chiuso ma è un Oratorio che torna a essere vivo e restituito alla comunità”, ha aggiunto.

Successivamente, il pubblico presente e le autorità si sono spostate verso l’Oratorio: dopo aver recitato delle preghiere rivolte a San Michele, monsignor Zagonel ha ricordato quanto quello spazio sia ora a disposizione dei fedeli.

Poi si è svolto il tradizionale taglio del nastro (dopo la benedizione), che ha sancito ufficialmente la restituzione dell’Oratorio di San Michele alla comunità. Poi c’è stato spazio per la convivialità, allestita dagli Alpini di Ogliano con la collaborazione di alcune signore della zona.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto e video: Arianna Ceschin)
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