Tragedia dell’A28, la Procura di Pordenone chiede 7 anni e 8 mesi per Dimitre Traykov. L’imprenditore bulgaro presente all’udienza di oggi

Si è svolta oggi martedì in tribunale a Pordenone l’udienza preliminare che ha visto imputato Dimitre Traykov, l’imprenditore bulgaro che la sera del 30 gennaio scorso sull’autostrada A28 travolse a bordo di un Land Rover Freelander la Fiat Panda sulla quale viaggiavano le cugine Jessica Fragasso di Mareno di Piave e Sara Rizzotto di Conegliano, uccidendole e lasciando le due figlie di quest’ultima, anch’esse a bordo, ferite.  

Per l’imputato, il pubblico ministero Raffaele Tito ha chiesto la pena di 7 anni e 8 mesi di reclusione. Il giudice per l’udienza preliminare Monica Biasutti ha rinviato per le repliche e la sentenza a martedì prossimo 28 giugno. Il processo si sta svolgendo con rito abbreviato: è stata respinta l’istanza di patteggiamento.

All’udienza era presente il 61 enne Traykov, che attualmente si trova agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Pordenone, assistito dagli avvocati difensori Gianni Massanzana e Loris Padalino.

Egli, che in questi mesi non ha mai comunicato con le famiglie delle vittime, si è detto in aula dispiaciuto per quanto avvenuto, ma questo suo atteggiamento non ha scalfito l’opinione che si sono fatti di lui le famiglie delle vittime.

L’ avvocato Enrico D’Orazio, difensore dei Fragasso, ha sottolineato che l’obiettivo dei suoi assistiti è la giustizia, una pena in linea con la gravità di quanto avvenuto. Jessica al momento dei fatti aveva vent’anni, una vita davanti, con molti sogni da realizzare; era inoltre figlia unica e ragione di vita per i genitori. La richiesta di risarcimento per suoi assistiti è stata quantificata in 616 mila euro, più 5 mila per le lesioni riportate dagli stessi durante l’incidente. Una somma adeguata verrà probabilmente versata anche ai parenti paterni di Sara Rizzotto, con i quali lei e le due bambine convivevano fino al momento della tragedia. Il loro legale Alessandra Nava ha evidenziato quanto la situazione sia per questi, se possibile, ancor più drammatica poiché privati non solo della presenza di Sara ma anche della loro vita quotidiana, della quale lei e le bambine erano il perno.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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