Zaia mediatore tra le denominazioni del Prosecco: “Da soli si fa prima, ma insieme si fa molta più strada. Ci siano vedute e strategie condivise”

“Haec ornamenta mea” è la celebre frase latina attribuita a Cornelia, la madre dei Gracchi che definiva i propri figli dei “gioielli”. Nella mattinata di oggi il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha fatto propria questa citazione: “Le tre denominazioni del Prosecco sono i miei tre gioielli”.

“Il dibattito è il sale delle democrazia, è giusto che ci sia – prosegue il governatore – ma a me dispiace che accadano queste cose e adesso è necessario che la Doc e le due Docg vadano avanti come un ariete. Abbiamo il mercato che ci aspetta”.

Per Zaia la coesione è importante, oltre che per dimostrare al mondo intero la solidità delle denominazioni – considerando anche il doppio delle bottiglie prodotte rispetto allo Champagne -, soprattutto perché grazie alla vendita del Prosecco in tutto il mondo si ha la responsabilità di far fare bella figura a questi territori. 

Una bottiglia di bollicine su tre nel mondo quando viene stappata è di Prosecco – precisa orgoglioso Zaia -, la prova di questi dati è che poi i turisti vengono a visitare le zone di produzione. Non è un caso che la scorsa settimana sia stata in vacanza Sanna Marin, la premier finlandese”.

Zaia torna poi su uno dei temi che ha causato il dibattito tra le denominazioni, ovvero l’uso del termine “superiore” ad oggi appannaggio solamente della Docg: “Questo termine è inserito nel disciplinare – prosegue – e lo è perché basti pensare alla storia che c’è dietro alla coltivazione della vite. E questo, comunque, non giustifica una guerra fratricida“. 

“Da soli si fa prima ma insieme si fa molta più strada” è lo slogan lanciato dal presidente del Veneto, che si è detto disponibile a favorire il dialogo tra le parti ed a far sì che ci sia consonanza di vedute e di strategie condivise. 

“Se, da una parte, la Docg è la culla del prosecco, ricca di storie e tradizioni – sottolinea Zaia -, è anche vero che la Doc ci permette di affrontare mercati che altrimenti non avremo mai potuto affrontare”.

Bisogna girare pagina e guardare assieme al futuro – conclude -, le mie porte le ho sempre tenute aperte, non mi sono mai comportato da ‘Grande fratello’, nonostante ne avessi avuto tutto il diritto visto che, se esiste un’esclusività del nome prosecco, è grazie al mio decreto del 2009 e, se esiste un area patrimonio Unesco, è perché ci ho creduto per dieci anni”.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
#Qdpnews.it

Related Posts