Lo sport insegna a superarsi. E diventa la porta d’accesso a valori che, in un mondo sempre più distratto e veloce, rimettono al centro la persona. Questo il filo conduttore del convegno “Oltre il limite. Sport, inclusione e valori paralimpici”, tenutosi ieri, mercoledì, all’auditorium Santa Caterina, a Treviso, in occasione delle premiazioni della dodicesima edizione di “Mi piace di cuore”, il contest a sfondo sociale promosso da Gruppo Hera – EstEnergy che dalla sua nascita sostiene lo sviluppo e la crescita delle discipline paralimpiche in Veneto e, per la prima volta quest’anno, anche del Friuli-Venezia Giulia.
Al centro della serata il dialogo tra le due leggende azzurre testimonial del concorso, Kristian Ghedina, icona dello sci mondiale, e Flavio Menardi, campione del mondo di para-bob, moderato da Piergiorgio Paladin, per provare a guardare “oltre”. L’obiettivo? Dare voce a un movimento, quello paralimpico, che continua a crescere, come dimostrano i dati, sulla spinta anche dei recenti appuntamenti internazionali.
In particolare, i due campioni azzurri hanno esplorato il significato profondo della velocità e il loro personale rapporto con i limiti fisici e mentali, attingendo a episodi chiave delle proprie carriere come il percorso di resilienza di Menardi dopo l’incidente e la longevità agonistica di Ghedina.
“La scelta di ritirarmi è maturata quando ho capito non riuscivo più a prepararmi fisicamente come avrei voluto. Noi sportivi siamo sottoposti a sollecitazioni estreme. Ma a differenza di una macchina di Formula 1, che può essere smontata per sostituire i pezzi usurati dopo ogni Gran Premio, il corpo umano non lo permette: i tuoi pezzi te li devi tenere”, ha spiegato Ghedina: “Mi basta un nulla per accendermi quando qualcuno mette in dubbio le mie capacità. Sentirmi dire non sei capace è lo stimolo che mi spinge a dimostrare l’esatto contrario. Credo che questo sia un atteggiamento fondamentale per ogni atleta, la voglia di mettersi sempre in gioco”.
“Nel para-bob, il limite fisico si esaurisce nel momento in cui si arriva in pista. Una volta che sali sul bob, sei uguale a chiunque altro. Per la fase di spinta utilizziamo un pistone e questo permette a persone con caratteristiche fisiche molto diverse di gareggiare alla pari. Io e Kristian potremmo gareggiare nella stessa gara… e avrei persino la possibilità di batterlo”, ha scherzato Menardi. “L’unico vero limite è la testa. La componente mentale è fondamentale: se non la usi adeguatamente, il risultato semplicemente non arriva Inizialmente la velocità può fare paura, ma poi impari a gestirla. Nel bob non c’è tempo per riflettere durante la discesa: devi agire d’istinto e lasciare che sia l’esperienza a guidarti”.
Il dialogo, in seguito, si è spostato su temi complessi, come l’impatto dei conflitti internazionali sulle manifestazioni sportive, ma soprattutto sull’eredità infrastrutturale e culturale che i grandi eventi del 2026 lasceranno al territorio. “Spesso si contesta guardando solo il cantiere, ma è come quando si ristruttura casa: bisogna aspettare che il lavoro sia finito per giudicare. Un’Olimpiade è un privilegio che porta benefici enormi a un territorio. Dobbiamo essere bravi a cavalcare l’onda e a sfruttare questo treno che passa ad alta velocità”, ha osservato l’ex sciatore alpino azzurro, a cui ha fatto eco Menardi: “In Italia siamo spesso bravi a concentrarci solo sugli aspetti negativi, ma dobbiamo guardare a ciò che resta. Cortina ha avuto la pista per cent’anni e ora ne avrà una nuova, una delle più tecniche e la più sicura, che attirerà atleti da tutto il mondo, come l’Inghilterra che ha già prenotato gli allenamenti il prossimo anno. Ciò significa che lavora la pista, ma lavorano anche le strutture vicine”.
La serata è proseguita con le premiazioni di Mi piace di cuore, progetto sociale che per la prima volta dalla sua nascita, nel 2013, è stato esteso anche alle società del Friuli-Venezia Giulia. Nato per sostenere il movimento paralimpico del Veneto, il concorso segue un meccanismo collaudato. Tutte le società paralimpiche del territorio, nei mesi scorsi, sono state invitate a presentare progetti concreti in uno dei seguenti tre ambiti: l’acquisto di attrezzature specializzate, l’abbattimento di barriere architettoniche o la formazione di tecnici e volontari. Le proposte, quindi, sono state pubblicate sulla pagina Facebook ufficiale del contest (@mipiacedicuoreEstEnergy), dove gli utenti hanno potuto sostenerle con un semplice “Mi piace”. La classifica finale nasce da un giudizio ponderato che somma gli apprezzamenti online alla valutazione di una commissione composta da esperti di EstEnergy – Gruppo Hera e dai rappresentanti regionali del Comitato Italiano Paralimpico – CIP.
Il successo dell’iniziativa è confermato dai numeri: 34 società sportive in gara, di cui 22 venete e 12 friulane. Anche la partecipazione della community, come da tradizione, è stata straordinaria, con un totale 9.876 “like” raccolti sulla pagina Facebook. Il montepremi complessivo di 15.000 euro, quindi, è stato assegnato a quattro società sportive del Veneto e due del Friuli-Venezia Giulia:
- ASD POLISPORTIVA DISABILI VICENZA (VICENZA)
- ASD TANA DELLE TIGRI TAEKWONDO – TEAM MONFORTE (PADOVA)
- RACE ABILITY ASD (ALTAVILLA VICENTINA – VI)
- ASD PALLACANESTRO PORTOGRUARO (PORTOGRUARO – VE)
- ASD ATLETICA 2000 (CODROIPO – UD)
- SOCIETÀ KAYAK CANOA MONFALCONE ASD (GORIZIA)
Di seguito, nel dettaglio, i quattro progetti vincitori del Veneto:
ASD POLISPORTIVA DISABILI VICENZA (VICENZA) DISCIPLINA: BASKET IN CARROZZINA AMBITO DEL PROGETTO: ACQUISTO AUSILI SPORTIVI E ATTREZZATURA PER ATLETI


Il progetto “La prima divisa non si scorda mai” nasce con l’obiettivo di sostenere concretamente la squadra junior, la “Super Power Team”, offrendo ai bambini con disabilità motoria la possibilità di vivere lo sport da protagonisti e da campioni, attraverso l’acquisto delle prime divise da gioco ufficiali della squadra e delle prime divise di rappresentanza. Una parte dell’iniziativa prevede anche il completamento dell’acquisto di 3 carrozzine da gara, il cui costo non deve essere in carico alle famiglie. Oggi la squadra coinvolge circa 10 bambini tra i 6 e i 16 anni e rappresenta la prima opportunità sul territorio vicentino di vivere uno sport di squadra in carrozzina per i più giovani con disabilità motoria.
ASD TANA DELLE TIGRI TAEKWONDO – TEAM MONFORTE (PADOVA) DISCIPLINA: TAEKWONDO AMBITO DEL PROGETTO: ACQUISTO DI ATTREZZATURE SPORTIVE PER ATLETI CON DISABILITÀ
Il progetto è finalizzato all’introduzione del Virtual Taekwondo: una nuova disciplina introdotta nelle “Olimpiadi Virtuali EA Sports”. Un videogioco che consente la pratica del combattimento in ambiente digitale tramite sensori di movimento, visore e software dedicato. Il progetto prevede l’acquisto di un kit completo destinato alle attività di allenamento e avviamento, per permettere agli atleti con disabilità di sperimentare in modo realistico le dinamiche del combattimento in un contesto sicuro.
RACE ABILITY ASD (ALTAVILLA VICENTINA – VI) DISCIPLINA: KARTING PARALIMPICO AMBITO DEL PROGETTO: ACQUISTO AUSILI SPORTIVI, ACQUISTO ATTREZZATURA E CORSI DI FORMAZIONE


Il progetto prevede la realizzazione di un programma di educazione stradale applicata al kart, rivolto ad aspiranti piloti, anche con disabilità, per sviluppare competenze di guida sicura in situazioni critiche (fondo bagnato, frenate di emergenza, perdita di aderenza, gestione dello stress). La pista diventa un ambiente protetto in cui allenare riflessi, autocontrollo e responsabilità. A supporto delle attività è previsto l’acquisto di un sollevatore per l’accesso ai kart, al fine di garantire la piena accessibilità e la partecipazione degli atleti con disabilità.
ASD PALLACANESTRO PORTOGRUARO (PORTOGRUARO – VE) DISCIPLINA: BASKIN AMBITO DEL PROGETTO: CORSI DI FORMAZIONE TECNICI PARALIMPICI, ARBITRI, VOLONTARI ECC.
Il progetto “Comunicazione” di Energy Baskin Portogruaro è un’iniziativa pensata per dare voce alla squadra e al suo impegno sportivo e sociale. Nasce con l’obiettivo di rendere più visibili e partecipate le attività sportive dell’associazione, coinvolgendo direttamente alcuni atleti della squadra (Gaia, Giulia e Daniele) nel ruolo di social media manager. La loro missione sarà quella, attraverso la comunicazione, di far conoscere e avvicinare al baskin e all’associazione più persone possibili, aggiornando il pubblico con i risultati e con le attività delle due squadre e condividendo i momenti di gioia, le vittorie e le emozioni che questo sport regala.


Di seguito, nel dettaglio, i due progetti vincitori del Friuli-Venezia Giulia:
ASD ATLETICA 2000 (CODROIPO – UD) DISCIPLINA: ATLETICA LEGGERA AMBITO DEL PROGETTO: ACQUISTO ATTREZZATURA E ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE
L’ASD Atletica 2000 promuove attività motorie e di avviamento all’atletica leggera per bambini e ragazzi che favorisce la partecipazione congiunta di atleti con e senza disabilità e ne sostiene lo sviluppo psicofisico. Il progetto si articola in due ambiti: da un lato il rinnovo delle attrezzature mobili per la psicomotricità, l’attività motoria di base e l’atletica olimpica e paralimpica; dall’altro il miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità degli spazi del polisportivo comunale, attraverso soluzioni e dotazioni dedicate alla pratica paralimpica, ad esempio la realizzazione delle sedie da lancio per atleti paraplegici, tetraplegici e amputati.


SOCIETÀ KAYAK CANOA MONFALCONE ASD (GORIZIA) DISCIPLINA: CANOA-KAYAK AMBITO DEL PROGETTO: ACQUISTO ATTREZZATURA E ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE ALL’INTERNO DELL’IMPIANTO DI GESTIONE DELLA SOCIETÀ
“Orizzonti Senza Barriere” è il nome del progetto di questa società. Si tratta di un’iniziativa che prevede la creazione di un ambiente pienamente accessibile, grazie all’adeguamento ed eliminazione delle barriere architettoniche, come l’installazione di corrimano in acciaio inox sul pontile e sui percorsi per la discesa in acqua, il trattamento antiscivolo delle superfici calpestabili del pontile, la regolarizzazione e il livellamento dei percorsi effettuabili con carrozzine e deambulatore. Il progetto comprende inoltre l’acquisto di due canoe biposto sti-on-top, sicure, stabili e inaffondabili, pensate per consentire a due ragazzi con disabilità intellettivo-relazionale di praticare l’attività insieme a un accompagnatore.
I commenti delle autorità intervenute
Mario Conte, sindaco di Treviso: “Quando partecipo a eventi come questo, mi piace sottolineare come lo sport sia la soluzione a molti problemi della nostra comunità. Dobbiamo superare la logica secondo cui lo sport è un costo perché è a tutti gli effetti un investimento per il futuro. Personalmente, sono un po’ estremo su questo tema: sarei addirittura per l’obbligatorietà dello sport per i bambini. Frequentare una società sportiva dopo la scuola significa restare ancorati ad ambienti sani, lontani dall’isolamento. Lo sport trasmette valori fondamentali. Ti insegna a perdere e a cadere, ma soprattutto ti insegna a rialzarti e a riprovarci. È questa la città che sogniamo e per la quale stiamo investendo, sia nell’impiantistica che nel sostegno economico alle famiglie”.
Maria Elisabetta Capasa, presidente del Cip del Friuli-Venezia Giulia: “Le società del Friuli-Venezia Giulia sono estremamente attive: vantiamo numerosi campioni di livello nazionale e internazionale e siamo molto soddisfatti del percorso intrapreso, che ci vede protagonisti nell’organizzazione di prestigiosi campionati mondiali ed europei. Anche se la sfida più importante che stiamo portando avanti non riguarda tanto le medaglie, ma il valore sociale dell’attività sportiva: vogliamo che le famiglie possano portare i propri figli fuori di casa, trovando società disposte a investire nell’integrazione. Stiamo promuovendo un vero e proprio cambio culturale: l’obiettivo è non parlare più di sport inclusivo, ma di sport a tutti gli effetti. In questa Regione siamo fortunati perché godiamo del supporto di tutti e vedere che il numero delle associazioni affiliate è in costante aumento ci conferma che stiamo andando nella direzione giusta”.
Davide Giorgi, presidente del Cip del Veneto: “I numeri testimoniano la vitalità del movimento paralimpico in Veneto: oggi parliamo di 550 associazioni, con una crescita nell’ultimo biennio del 20 per cento. È di fondamentale importanza impegnarsi per portare sempre più ragazzi e ragazze fuori di casa e avvicinarli alla pratica sportiva. In questo percorso, le realtà imprenditoriali svolgono un ruolo di traino essenziale: dobbiamo creare un connubio solido tra privato e pubblico, facendo in modo che le istituzioni e le imprese collaborino strettamente. Ringraziamo ancora una volta il Gruppo Hera per il supporto, che anche quest’anno non è mancato, aumentando il montepremi ed estendendo il progetto agli amici del Friuli. L’augurio è che queste iniziative non rimangano un caso isolato”.
Alessandro Manera, vicesindaco e assessore allo sport del Comune di Treviso. “Vorrei sottolineare che questo Comune si è dotato fin dall’inizio di un disability manager, una figura fortemente voluta dal sindaco. Oltre a quanto già imposto dalle leggi, abbiamo deciso di avvalerci della consulenza dell’architetto Dalla Mora, che vive personalmente la condizione di disabilità, per monitorare e correggere tutte quelle criticità che spesso sfuggono anche alle norme scritte. È una scelta di cui tutta l’amministrazione va fiera, specialmente perché siamo riusciti, per la prima volta dopo 1500 anni, a rendere le mura di Treviso pienamente accessibili”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
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