Le loro giacche azzurre, verdi e blu sono diventate una presenza costante tra le strade di Cortina, nelle aree di gara e nei luoghi simbolo delle Paralimpiadi. Se durante le Olimpiadi il loro contributo è stato fondamentale, durante i Giochi paralimpici il loro ruolo assume un valore ancora più profondo. Sono i volontari, centinaia di persone provenienti da tutta Italia e da molti altri Paesi, che ogni giorno mettono a disposizione tempo, entusiasmo ed energie per far funzionare la macchina organizzativa delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026.
A raccontare il loro prezioso compito sono le Veneto Creators Federica (@Federica_negrin) e Sara e Alessia (@ruotelibere), che tra le vie di Cortina hanno raccolto testimonianze e storie di chi sta vivendo in prima persona questa esperienza unica. Ma le Veneto Creators hanno incontrato anche il presidente del Cip Davide Giorgi che ha definito questi giochi “come una grande emozione”.
“Sto facendo la volontaria alle Paralimpiadi”, racconta una ragazza incontrata a Cortina. Alla domanda su come stia vivendo questa esperienza, Davide (un altro volontario) risponde con semplicità ma con grande partecipazione: “Con grande emozione”.
Le Paralimpiadi sono anche un grande punto di incontro internazionale. Molti volontari arrivano dall’estero o da università di tutta Europa. “Siamo studenti del Politecnico di Milano, vengo dalla Polonia” racconta una ragazza. Accanto a lei altri volontari spiegano di essere arrivati da Paesi diversi: “Io sono dal Canada e io anche dalla Polonia”. Tutti accomunati dalla stessa scelta: dedicare parte del proprio tempo a supportare l’organizzazione dei Giochi.
Tra le attività più delicate c’è anche il supporto diretto agli atleti paralimpici. “Do una mano ai paralimpici a portarli in giro e anche alle lavatrici”, racconta uno dei volontari, spiegando come il lavoro quotidiano spesso consista in piccoli gesti concreti che però fanno la differenza nella vita degli atleti durante i giorni di gara.
C’è chi è arrivato a Cortina già dalle prime fasi dell’evento. “Io sono qui dal 3 febbraio – spiega un altro – Il nostro servizio riguarda i controlli e gli accessi”.
Molti dei volontari sottolineano come Cortina sia il cuore dei Giochi paralimpici. “Sono le Paralimpiadi soprattutto di Cortina, perché il 70% delle gare sono qui”, racconta uno di loro, evidenziando il ruolo centrale della località dolomitica nella manifestazione.
Accanto ai volontari civili non manca la presenza degli Alpini, che affiancano l’organizzazione in diverse attività con le Penne Nere impegnate anche nei servizi logistici e nei controlli delle aree di accesso. “Abbiamo fatto anche gli installatori e i controlli ai parcheggi”.
Al di là dei compiti assegnati, ciò che emerge dalle loro parole è soprattutto l’emozione di vivere un evento così grande da vicino. “Siamo emozionati, vogliamo ammirare gli atleti – raccontano – È molto vivo, è molto bello avere un evento di questo tipo e lo spazio qui è fantastico”.
Per molti di loro partecipare ai Giochi significa anche vivere da vicino un momento storico per il territorio. “È una cosa bellissima avere le Olimpiadi e le Paralimpiadi qui in Veneto, – aggiungono alcuni studenti. – Studiando a Milano abbiamo potuto sentire l’atmosfera delle Olimpiadi, ma volevamo vivere anche l’ambiente delle Paralimpiadi qui a Cortina”.
E mentre i giorni di gara scorrono tra entusiasmo e lavoro, c’è già chi guarda al futuro con speranza. “Non sappiamo quando torneranno ancora in Veneto le Olimpiadi e le Paralimpiadi”, raccontano sorridendo. “Ma ce lo auguriamo, perché è un’esperienza fantastica”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Veneto Creators)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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