Paralimpiadi, il ministro Locatelli: “I Giochi ci aiutano a cambiare prospettiva”

Le Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 rappresentano molto più di un grande evento sportivo. Sono un’occasione per cambiare lo sguardo sulla disabilità e promuovere una società più inclusiva, capace di riconoscere e valorizzare i talenti di ogni persona.

È questo il messaggio lanciato dal ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, intervenuta a Cortina nei giorni delle Paralimpiadi, dove ha sottolineato il significato profondo dei Giochi e il valore delle iniziative nate attorno alla manifestazione.

“Le Paralimpiadi devono aiutarci a cambiare prospettiva – ha spiegato il ministro – facendo un grande salto: non parlare più soltanto di assistenzialismo, ma riconoscere davvero il valore di ogni persona”. Un cambiamento culturale che passa anche attraverso lo sport e le storie degli atleti paralimpici, capaci di dimostrare competenze, capacità e determinazione.

Secondo Locatelli, proprio i Giochi rappresentano uno straordinario strumento per diffondere questo messaggio. “Le Paralimpiadi fanno vedere quali sono le capacità, i talenti e le competenze dei nostri atleti – ha aggiunto – e questo deve essere trasmesso ogni giorno nella vita quotidiana. Vale nello sport, ma anche nel lavoro, nella vita sociale e ricreativa e nelle relazioni con le persone che incontriamo ogni giorno”.

Accanto alla dimensione sportiva, il ministro ha poi richiamato l’attenzione su alcuni progetti di inclusione e autonomia nati proprio in Veneto, citando l’esperienza sviluppata a Cortina che coinvolge volontari impegnati in percorsi di autonomia e che, proprio durante i Giochi, hanno soggiornato nella canonica della Perla delle Dolomiti.

Ventiquattro ragazzi con disabilità, divisi in tre turni che copriranno l’intero periodo delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi, stanno vivendo l’esperienza del programma volontari denominato Team26, organizzato dalla Fondazione Milano-Cortina. I ragazzi coinvolti nel progetto supportano il personale della Fondazione e gli altri volontari al Villaggio Olimpico, nelle attività di accoglienza e informazione delle delegazioni, degli ospiti e dei media autorizzati ad accedervi.

Per gli utenti dei Servizi di Integrazione Lavorativa (SIL) del Veneto si tratta di un’opportunità unica nel suo genere, non solo per il contesto internazionale in cui si trovano ad operare, ma anche per il percorso formativo che l’esperienza offre.

L’obiettivo del progetto, infatti, va oltre la semplice attività di volontariato e punta a fornire competenze avanzate di autonomia abitativa. Con la supervisione continua degli operatori incaricati dall’Ulss 1 Dolomiti, i ragazzi vivono nel centro di Cortina per tutto il periodo dei Giochi, sperimentando un’esperienza di vita comunitaria che coinvolge tutti gli aspetti della quotidianità: dalla gestione della casa alla preparazione dei pasti, fino alle attività ricreative.

“È un bellissimo progetto che punta all’autonomia – ha spiegato il ministro –. Si è iniziato a parlare di turismo grazie anche alle risorse che il Ministero destina al turismo accessibile, ma qui si sta andando anche oltre”.

L’iniziativa mette insieme risorse umane, economiche e territoriali con l’obiettivo di costruire un percorso che possa diventare un patrimonio condiviso. Un modello che unisce inclusione, conoscenza del territorio e sviluppo di nuove opportunità legate al turismo accessibile.

“Si tratta di un progetto che può diventare un patrimonio per tutti – ha concluso Locatelli – utile per far conoscere il territorio ma anche per aiutare le persone a sviluppare la propria autonomia e la capacità di vivere in modo indipendente”.

Nel corso della giornata il ministro Locatelli ha visitato anche Casa Veneto, accompagnata dal direttore del Turismo Veneto Giuliano Vantaggi e dall’assessore ai Servizi sociali Paola Roma.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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