Le prime medaglie sono già arrivate e a Cortina si torna a respirare – anche grazie a un fine settimana con temperature primaverili – quell’aria speciale che solo i Giochi sanno creare. Corso Italia così come l’Olympia delle Tofane sono gremite di turisti e tifosi arrivati da ogni parte del Mondo. L’argento di Chiara Mazzel e il bronzo di Giacomo Bertagnolli nella categoria Vision Impaired, conquistati nella prima giornata ufficiale di gara, sono la cornice perfetta per l’inaugurazione di Casa Paralimpica Italia: il luogo simbolo dell’italianità ai piedi delle Dolomiti e punto di ritrovo della delegazione azzurra durante i Giochi.
Un’apertura che sa di buon auspicio. L’obiettivo, neanche troppo nascosto, lo detta il vicepremier Matteo Salvini. Senza scaramanzia – quella Salvini la usa per il “suo” Milan, impegnato domani nel derby di Milano, con il vicepremier che pronostica (ecco la scaramanzia) la vittoria dell’Inter – “Se vincete più delle sette medaglie degli ultimi Giochi io sono contento”.


“Ho visto qualcuno che mi riprendeva con il telefonino con la cover dell’Inter – ha scherzato – domani c’è il derby, però magari la prossima volta portate una cover del Comitato Paralimpico o del Leone di San Marco”.
Ma torniamo alle cose importanti: all’inaugurazione erano presenti anche il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli. “Ognuno di noi può avere un sogno nella vita – commenta – ma il vostro è il sogno di tutto il Paese. Tante persone grazie a voi desiderano fare sport e realizzare il proprio sogno”. Con lei anche il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marco Giunio De Sanctis.


Casa Paralimpica – che per dimensioni è praticamente dimezzata rispetto alla Casa Italia allestita per le Olimpiadi, mantiene però lo stesso spirito: un luogo di incontro, celebrazione delle medaglie e condivisione per gli atleti e per tutto il movimento paralimpico.
“Dobbiamo pensare solo a fare sport – è stato il messaggio di De Sanctis – dimostrando che l’Italia è in grado di organizzare le Paralimpiadi così come abbiamo organizzato delle grandi Olimpiadi”. Un richiamo allo spirito dei Giochi, quello che mette al centro l’impegno degli atleti e il valore dello sport.


Per Salvini, che nelle scorse settimane ha seguito da vicino anche l’organizzazione delle Olimpiadi, Milano-Cortina rappresenta soprattutto un’occasione di eredità per i territori. “Sta filando tutto – ha spiegato – e la cosa bella è che lasceremo in eredità tante strutture. Qui in Cadore, ad esempio, chi farà Venezia-Cortina risparmierà almeno mezz’ora grazie alle gallerie e alle varianti realizzate”.
Ma al di là delle infrastrutture e delle polemiche che hanno accompagnato l’avvicinamento ai Giochi, con la presenza anche della delegazione russa, Salvini ha voluto sottolineare soprattutto il clima che si respira tra gli atleti. Nel pomeriggio il vicepremier ha visitato il villaggio olimpico di Cortina, raccontando l’emozione di vedere delegazioni da tutto il mondo condividere gli stessi spazi.


“Quando vai al villaggio e vedi ragazze e ragazzi di tutto il mondo con i loro pin, con i loro simboli e con il loro orgoglio, tutto il resto finisce in cantina – ha detto – perché Olimpiadi e Paralimpiadi sono il momento più sbagliato per fare polemica: lo sport è ciò che avvicina e unisce le persone”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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