Nello sport la fisioterapia è fondamentale, nelle discipline paralimpiche ancora di più. La preparazione degli atleti non riguarda soltanto l’allenamento tecnico e atletico, ma anche la gestione quotidiana del corpo, della fatica e delle conseguenze legate alle diverse disabilità con cui gli sportivi convivono.
Dietro ogni gara c’è infatti un lavoro costante fatto di prevenzione degli infortuni, recupero muscolare, trattamenti mirati e supporto durante allenamenti e competizioni. Tra le figure che accompagnano gli azzurri nello sci alpino paralimpico c’è il maresciallo dell’esercito Italiano Flavia Marchetti, fisioterapista presso la UOS di Fisiatria del Policlinico Militare di Roma “Celio”, osteopata della nazionale di sci alpino paralimpico e classificatrice nazionale per sci alpino e snowboard.
Il suo ruolo è quello di seguire gli atleti prima, durante e dopo le gare, intervenendo sia sulla preparazione fisica sia sulla gestione delle patologie di base legate alla disabilità. Un lavoro complesso che richiede competenze mediche, conoscenza dello sport ad alto livello e grande capacità di adattamento alle diverse esigenze degli atleti.
Ai microfoni di qdpnews.it Marchetti racconta come funziona il lavoro dei fisioterapisti nel mondo paralimpico e quali sono le principali necessità degli atleti impegnati nello sci alpino.
Maresciallo, nello sport la fisioterapia è fondamentale, negli sport paralimpici forse ancora di più: cosa fate per garantire i massimi risultati agli atleti?
“Nello sport paralimpico abbiamo due fattori: il fattore della patologia di base dell’atleta e il trattamento nella pratica sportiva. Quindi c’è sia da trattare la patologia di base che tutto quello che ne deriva, il post-gara o il pre-gara dell’atleta”.
Come operate dal punto di vista pratico anche in base alle diverse disabilità degli atleti?
“Allora intanto seguiamo gli atleti anche in gara o in allenamento sulle piste. Prima della gara vengono scaldati da noi fisioterapisti e dopo la gara viene fatto magari anche subito un intervento di scarico o di allungamento. Poi nel pomeriggio si effettuano i trattamenti più mirati sia per la gestione della patologia di base sia per gli esiti della gara o dell’allenamento. Ovviamente questo cambia in base al tipo di disabilità che hanno i ragazzi: se è una disabilità visiva la parte fisica è meno impattata dal punto di vista della patologia di base e si lavora più sull’aspetto sportivo; se invece abbiamo ragazzi amputati o mielolesi dobbiamo prendere in considerazione anche tutta la parte fisioterapica di base”.
La Difesa è impegnata, oltre che nella sicurezza dei Giochi, anche nella cura degli atleti?
“Sì, abbiamo varie figure che collaborano con la squadra di sci alpino. Ad esempio io sono la fisioterapista, ma ci sono anche alcuni medici che seguono tutta la federazione e la partecipazione italiana nei vari sport paralimpici”.
Quali sono i disturbi di cui gli atleti si lamentano più spesso dopo una gara o un allenamento?
“Dipende dalla specialità che hanno fatto in quella giornata. Se è una discesa libera spesso è la fatica nelle gambe o la gestione della protesi per chi è amputato. Se invece parliamo di slalom la parte più impattata è la schiena, perché subisce sollecitazioni maggiori e quindi facciamo trattamenti soprattutto su quella zona”.
Ogni tanto fate anche un po’ da psicologi per gli atleti?
“Ovviamente non abbiamo le competenze per poterlo fare, però sicuramente quella è una loro zona di relax dove possono parlare, sfogarsi. Il nostro compito è accogliere sempre in maniera neutrale quello che loro hanno da dire”.
Gli atleti paralimpici sembrano avere spesso una grande ironia e capacità di sdrammatizzare. È così anche per voi che li seguite da vicino?
“Sono sicuramente autoironici e hanno un approccio alla vita più aggressivo, nel senso positivo del termine. Riescono a superare molte avversità perché lo hanno già fatto per arrivare fin qui. Per essere in nazionale devono essersi già qualificati ampiamente in Coppa Europa e in Coppa del mondo, quindi hanno già superato diverse battaglie”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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