Grave di Ciano, la mozione passa all’unanimità: “Sono un patrimonio identitario”

Le Grave di Ciano

Una mozione che guarda alla storia per proteggere il futuro. Il Consiglio comunale di Crocetta del Montello ha approvato all’unanimità il documento presentato dal consigliere di minoranza Alessandro Venturin, che sancisce l’avvio di un percorso di riconoscimento culturale per le Grave di Ciano attraverso gli strumenti del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

L’istanza si fonda sul concetto di valore “qui e non altrove”: infatti in questo settore fluviale si è concentrata una densità di accadimenti storici unica, nata dal legame indissolubile tra la collina del Montello e il fiume Piave. “Tutelare questo territorio significa difendere l’anima stessa della nostra comunità” si legge nelle motivazioni che hanno convinto l’intero emiciclo.

La tutela richiesta riguarda:

  • Beni Culturali: i siti di interesse archeologico (dalla preistoria alle antiche civiltà) e, per quanto riguarda la Grande Guerra, il campo di battaglia inteso come bene immobile (luogo sacro che non può essere alterato) insieme ai resti materiali del conflitto.
  • Beni Paesaggistici: il riconoscimento delle Grave come espressione dei valori storici, naturali e della forma stessa del territorio, nella loro integrità di sistema territoriale.

Il testo eleva l’area a “luogo simbolo” della cultura nazionale, ricordando come Andrea Zanzotto abbia dato voce a questo paesaggio e ne sottolinea il ruolo di “scena della storia” durante la Battaglia del Solstizio del 1918.

Un ulteriore passaggio riguarda il legame con il patrimonio mondiale: le Grave sono descritte come un “legame identitario indivisibile” che dal Montello si estende fino alle colline UNESCO. In questa prospettiva, il Comune si muove come soggetto legittimato per avviare, d’intesa con la Soprintendenza, il procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico.

Oltre alla storia, la mozione guarda al presente. Le Grave sono identificate come un raro spazio libero nel cuore della pianura veneta, un parco di aggregazione che la comunità ha il dovere di proteggere come eredità millenaria. “Abbiamo l’obbligo di proteggere un “patrimonio identitario”, materiale e immateriale, che è parte della storia locale, veneta e nazionale” conclude il consigliere Venturin del Gruppo Futuro Comune.

Un’istanza, quest’ultima, pienamente condivisa dall’Amministrazione comunale, che ha votato a favore della mozione appoggiandone contenuti e finalità: “Il documento mira a riconoscere il valore testimoniale delle Grave di Ciano, facendone risaltare il valore superiore sia a livello storico che ambientale – il commento della sindaca Marianella Tormena -. Quindi riteniamo giusto che tale status venga definitivamente riconosciuto a livello normativo”.

Il contributo dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Treviso

Sull’iniziativa del Comune di Crocetta del Montello per l’apposizione di un vincolo paesaggistico sulle Grave di Ciano, si è espresso anche l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Treviso, che ha ritenuto di offrire un contributo tecnico al dibattito, finalizzato a superare sterili contrapposizioni tra tutela estetica e sicurezza dei cittadini.

“Le opere idrauliche, incluse le casse di espansione, non sono interventi arbitrari ma il risultato di studi scientifici rigorosi, basati su modelli matematici e analisi idrologiche approfondite – dichiara il presidente dell’Ordine, Alessandro Turchetto -. Il loro scopo è primario e vitale: la salvaguardia delle vite umane e la protezione del patrimonio infrastrutturale, civile e produttivo del nostro territorio da eventi meteorologici sempre più estremi e imprevedibili”.

Turchetto sottolinea come le infrastrutture per la sicurezza del territorio non debbano essere demonizzate né percepite come elementi estranei o deturpanti. Al contrario, l’ingegneria moderna dispone oggi di competenze e tecnologie in grado di integrare perfettamente tali opere nel contesto naturale: “Sicurezza e bellezza non sono concetti antitetici, ma devono andare di pari passo – prosegue il presidente -. Un territorio insicuro è, per definizione, un territorio fragile che rischia di perdere la propria bellezza e la propria identità a causa di eventi calamitosi. La vera sfida, che come ingegneri accogliamo con responsabilità, è la progettazione di opere che siano al contempo efficaci dal punto di vista idraulico e armoniche rispetto al paesaggio, trasformando l’intervento tecnico in un’opportunità di riqualificazione ambientale”.

L’Ordine degli Ingegneri di Treviso auspica quindi che il confronto tra istituzioni e Sovrintendenza possa evolvere verso una sintesi costruttiva, dove il legittimo desiderio di tutela del legame identitario con il Piave non pregiudichi la realizzazione di quegli interventi necessari a garantire un futuro sicuro a tutta la comunità trevigiana. “Siamo pronti a mettere a disposizione le nostre competenze per favorire un dialogo che metta al centro il benessere del territorio nella sua interezza, senza pregiudizi ideologici, ma con il rigore che la scienza e la tecnica impongono”, conclude Turchetto.

(Autore: Alessandro Lanza)
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