“A San Gal a cior la son”: con Passeggiate Treviso alla scoperta della chiesetta di San Gallo, meta degli insonni

Arrivando al Quartier del Piave l’occhio cade inevitabilmente sul Colle San Gallo con la chiesetta che lo sovrasta.

Durante il periodo natalizio, con il calar del sole, 1000 lampadine si accendono e disegnano sui pendii di questo colle un grande albero di Natale che con i suoi 112mt di altezza e 64 di larghezza è il secondo più alto d’Italia dopo quello di Gubbio.

La Chiesetta di San Gallo però è famosa anche per un’altra usanza, che i nonni conoscono molto bene. Per chi ha un figlio che fatica a dormire o per chi soffre di insonnia questo è il posto giusto da visitare.

Segui il percorso completo per raggiungere la chiesetta di San Gallo a questo link.

La tradizione vuole che le mamme alle prese con bimbi molto irrequieti durante notte li portassero sul colle a “Cior la son” (prendere sonno), oppure salissero per prendere un pezzettino della croce antistante la Chiesa e la ponessero sotto il cuscino del pargolo, desiderose di garantirsi almeno qualche ora di riposo.

L’usanza era molto comune fino a qualche decennio fa e sicuramente gli anziani del posto ne sanno qualcosa: forse anche loro stati sul colle a prendere la sonno, questa sfuggente, e potranno raccontare i loro ricordi.

L’itinerario proposto parte da Via San Gallo a Soligo, passa per la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e poi si inerpica tra i vigneti fin sopra il Colle.

Raggiunta la Chiesa e la statua Madonna di Loreto si potranno recuperare le energie godendo dello splendido panorama sul Quartier del Piave, il Montello e in giornate particolarmente terse, e questa non è una leggenda, è possibile vedere la laguna di Venezia.

D’altronde fu proprio la bellezza della vista da lassù a colpire Frate Egidio di Lombardia nel 400 che decise di rimanere e fondare un piccolo eremo di pace e tranquillità.

Il ritorno è quasi tutto in discesa tra querce, castagni, uliveti e ruderi di vecchi casolari… chi discende il colle lo fa senza l’affanno della salita, speranzoso durante il rientro di aver “guadagnato” il sonno.

(Foto: Passeggiate Treviso).
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