

Le testine in ceramica del santo e del bambinello sono state staccate e lasciate all’interno del capitello come se nulla fosse, insieme a dei lumini anch’essi danneggiati.
Non si tratterebbe di un episodio isolato: a giugno, nel vicino Borgo Grotta, una scultura in legno che rappresentava due amanite era stata gettata nel torrente vicino e si era rotta in due pezzi vedi articolo.
Questa volta, però, è stato colpito un simbolo della tradizione cattolica, il santo più venerato in Veneto ed uno dei più venerati al mondo. Un atto vandalico che ha subito suscitato la dura reazione di molti farresi, perplessi sulle motivazioni di un simile gesto.
(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).
(Foto: per gentile concessione di una lettrice).
#Qdpnews.it







