“Giovani sognatori, del nostro territorio”: la storia di Elena Busetti

Sono quasi le sei, è già calata l’oscurità del pomeriggio autunnale. Cammina silenziosa lungo la via e si prepara per il prossimo tratto da percorrere alla massima velocità. Spiccano i lunghi capelli rossi e il fisico slanciato, l’andatura leggera ed elegante. Anche in questa occasione, ho il piacere di incontrare una giovane impegnata e appassionata nel realizzare i propri obiettivi: Elena Busetti (classe 1995) è docente di Matematica all’Isiss “Verdi” di Valdobbiadene, ma oltre a questo risultato si è spinta verso altri traguardi importanti nello sport, in particolare nella corsa piana nelle distanze 400m e 800m. Lo sguardo tradisce tutta la determinazione che si ritrova nel racconto del suo vissuto.

Elena, ti chiedo di raccontarci di te e della tua formazione. Prima di tutto, la matematica: sei giovane e già docente di ruolo, ma torniamo a quando è nato questo interesse così determinante e speciale.

Mi sono diplomata nel 2014 al Liceo Scientifico “M. Casagrande” di Pieve di Soligo, in quegli anni mi ci sono appassionata e ho deciso di continuare gli studi in questo ambito; mi sono iscritta a Matematica all’Università degli Studi di Padova, conseguendo la laurea magistrale nel 2019. Tra gli altri, ho approfondito aspetti legati all’algebra e alla didattica, aspirando a diventare insegnante, per poter così trasmettere questa mia passione e continuare ad avere a che fare con la matematica ogni giorno. Dopo due anni di supplenza, nel 2021 ho superato il Concorso ordinario che mi ha permesso di diventare docente di ruolo all’Isiss “Verdi” di Valdobbiadene, dove lavoro tuttora.

Elena, hai portato avanti contemporaneamente allo studio anche l’attività sportiva agonistica: quando è cominciato, invece, questo percorso?

Fin dagli anni del liceo una passione è stata l’atletica, in particolare la corsa in pista. Sono tesserata con il “Vittorio Atletica” e negli ultimi anni mi sono specializzata nelle distanze 400m e 800m, gareggiando principalmente a livello regionale ma prendendo parte anche a qualche meeting nazionale e internazionale. Il risultato di cui vado più fiera è il terzo posto negli 800m ai campionati regionali assoluti.

Alcune parole-chiave: “autocontrollo, caparbia e costanza”. Guardando alla tua esperienza, ritrovi un uguale atteggiamento nel modo in cui ti rapporti a queste due passioni?

Sì. Ciò che accomuna la matematica e la corsa e che mi affascina di loro è il rigore. Da una parte il rigore matematico, la logica e coerenza con cui si legano tra loro enti matematici, con cui si dimostra un teorema o si deduce qualche risultato andando a intrecciare tra loro diverse proprietà. Dall’altra, il rigore di uno sport come la corsa in cui, nelle distanze brevi nelle quali mi cimento io, spesso si gioca tutto sui centesimi di secondo e niente è lasciato al caso. Mi affascina la lotta contro il tempo e i miei limiti, il binomio gambe e testa, che a volte sono complici e altre volte nemici.

Tornando al tuo lavoro di insegnante, colgo l’occasione per chiederti se vi siano aspetti che hai scoperto maggiormente critici, secondo la tua recente esperienza.

Non è sempre facile rapportarsi agli adolescenti, capire le loro esigenze e stimolare in loro interesse e voglia di imparare; in particolare, è difficile far amare una materia come la matematica che spesso spaventa e viene vista come inutile, slegata dalla realtà e da quello che può servire per la loro formazione e futura professione. Quello che cerco di trasmettere ai miei studenti non è tanto l’utilità di ogni singolo argomento ma il metodo con cui lo affrontiamo: le domande che ci poniamo di fronte a un problema, la ricerca delle strategie, il confronto tra diverse soluzioni…ecco, ritengo che l’approccio che abbiamo con la matematica possa essere d’aiuto nell’affrontare anche i problemi di tutti i giorni.

Hai voglia di svelarci anche un tuo progetto che vorresti realizzare nel prossimo futuro?

Per quanto riguarda il lavoro, nonostante la tranquillità e sicurezza attuali, sento di non dovermi adagiare ma di voler continuare a formarmi e migliorarmi, oltre che ad essere alla ricerca di un ambiente dove potermi esprimere al meglio e dove poter sfruttare le mie potenzialità. Nell’ambito della corsa mi sto allenando con impegno e dedizione per realizzare un mio piccolo sogno, che non rivelo: nell’atletica a volte il mio pragmatismo e rigore matematico lasciano spazio a un po’ di scaramanzia!

Il cuore, la voglia di farcela, l’impegno. Ho deciso di parlare di esempi positivi: la vita di giovani che hanno realizzato qualcosa in cui credono e molto intendo comunicare anche attraverso quest’ultimo punto: hai un suggerimento che senti di voler dare ai giovanissimi, oggi, per affrontare meglio il loro futuro e provare a realizzare i loro sogni?

Devo dire che mi lascia sempre tanta amarezza sentire che gli studenti abbandonano uno sport, o qualche altra passione, perché dicono che “la scuola occupa molto tempo libero”. Spesso però il tempo a disposizione viene sfruttato meglio da chi sa di doversi organizzare tra i diversi impegni, da chi ha una forte passione che scandisce i tempi e le giornate e che riesce a costruire una disciplina che diventa poi uno stile di vita, in ogni altro ambito. Quello che mi sento di dire è: “non abbiate paura di far fatica”, non solo parlando di sport! Mi sembra ci sia sempre meno predisposizione al sacrificio e si cerchino risultati immediati con il minimo sforzo. Ritrovate il piacere di aspettare qualcosa, di lottare per averlo, anche quando agli occhi di qualcuno, magari, credete di sembrare ridicoli.

(Foto: Elena Busetti).
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