Gusta Campagnola spegne 102 candeline: per lei gli auguri della comunità pederobbese e un mazzo di fiori dal sindaco Turato

Grande festa a Pederobba per Augusta Campagnola, conosciuta in paese come Gusta Campagnola, che oggi spegne ben 102 candeline.

Un traguardo importante condiviso insieme ai familiari, in particolare la figlia e i nipoti, e al sindaco Marco Turato che le ha portato un mazzo di fiori a nome della comunità pederobbese e dell’amministrazione comunale.

Gusta è nata il 26 novembre del 1920 a Col San Martino da un’umile famiglia contadina e da giovane è stata mandata a servizio della nobile famiglia Pasti di Eraclea, dove si è fatta benvolere e amare da tutti.

Lì ha perfezionato la sua formazione di cuoca e di cameriera dalle maniere fini e discrete e ha imparato l’arte del cucito e del rammendo.

Proprio grazie a queste abilità è stata apprezzata nella parrocchia di Pederobba, dove ha offerto il suo contributo riparando i paramenti sacri.

Nella villa della nobile famiglia Pasti ha vissuto il periodo della Seconda guerra mondiale e gli avvenimenti dell’occupazione nazista, assecondando il volere dei datori di lavoro che le avevano chiesto di curare un soldato inglese rifugiato nel granaio.

Anche se lontana, Gusta non ha mai dimenticato la sua famiglia, mandando regolarmente lo stipendio a casa per contribuire ai bisogni di tutti.

Gusta ricorda sempre l’incontro con il cardinale Angelo Giuseppe Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII, che lei prega in molte occasioni ricordando ancora il momento in cui le ha messo una mano sulla spalla.

Tornata a casa da Eraclea, si è sposata con Nello da Pederobba, conosciuto grazie alla sorella Ninetta che era sposata in paese.

A Pederobba sono in molti a ricordarla in sella alla sua bici, modello Graziella arancione (che le è stata sequestrata dalla figlia pochi anni fa), mentre percorre le vie del paese passando regolarmente in tutti i negozi per cercare cibi di qualità da cucinare al marito il quale, grande suonatore di fisarmonica, allietava le persone raccontando momenti della storia pederobbese.

Da sempre una buona forchetta, non ha mai rinunciato al pane fresco con burro e zucchero ogni mattina e ha sempre detto che se ha raggiunto questa venerabile età lo deve al fatto che, a seguito di un incidente nel quale fu schiacciata da un trattore, “le cambiarono completamente il sangue dandole quello di un giovane ventenne che le ha allungato la vita”.

(Foto: per gentile concessione della famiglia).
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