La Mostra del Valdobbiadene Docg di Col San Martino compie 70 anni. Oggi l’apertura, la prima sotto la guida del nuovo presidente Loris Granzotto, della grande e pesante porta in legno della mostra, ha rispettato una tradizione ormai consolidata con la presenza della Banda di Moriago e dei paracadutisti del Reggimento Tuscania dei Carabinieri, affiancati quest’anno anche dagli sbandieratori di Feltre.
“Provo una fortissima emozione e una grande gratitudine verso tutti quelli che mi hanno preceduto. Se siamo arrivati qui è perché molti altri, prima di me, hanno lavorato per permettere tutto questo – ha dichiarato il presidente Loris Granzotto – Sono emozionato anche perché in questo momento ci sono moltissimi ragazzi impegnati per la riuscita della manifestazione. Ci tengo a ringraziare tutti i collaboratori, i consiglieri, le aziende che ci hanno sostenuto e i produttori di vino: sono loro che rendono possibile questa settantesima edizione”.










Durante la cerimonia inaugurale, dopo il taglio del nastro, è stato consegnato anche il premio dedicato a Enrico Giotto, volontario della Pro Loco di Col San Martino scomparso in giovane età a causa di un incidente agricolo. Il direttivo ha premiato i tre migliori Valdobbiadene Docg realizzati con il metodo tradizionale o “queo da vasca” come si usa dire tra i vitigni eroici: terzo posto per Claudio e Dario Merotto, secondo per Luigi Merotto e primo per Sergio Moro.






Alla cerimonia erano presenti, oltre al sindaco di Farra di Soligo Mattia Perencin, anche gli assessori regionali Paola Roma (sociale) e Dario Bond (agricoltura), il consigliere regionale Sonia Brescacin, il comandante provinciale dei Carabinieri Massimo Ribaudo, quello della compagnia di Vittorio Veneto Francesco Galante della stazione di Col San Martino Giovanni Sergi, il comandante del 51° Stormo di Istrana (cittadino onorario di Farra di Soligo) Fabio De Luca e numerose autorità civili, militari e religiose. Presente anche Valter Padoin, direttore della filiale di Farra di Soligo di Banca Prealpi SanBiagio, tra i sostenitori storici della manifestazione.


“Settant’anni di mostra significano settant’anni di storia, cultura e tradizione – aggiunge il sindaco Mattia Perencin – Un territorio che ha saputo vincere le sfide ed è riconosciuto nel mondo per la sua bellezza e per un prodotto straordinario. La Pro Loco svolge un lavoro fondamentale e va ringraziata insieme a tutti i volontari per l’impegno e la passione: questa manifestazione è un’eccellenza per il nostro territorio”.


Sulla stessa linea anche l’assessore regionale all’agricoltura Dario Bond che ha dichiarato l’impegno della regione Veneto per la viticoltura eroica: “Quando si entra in questa corte, tra le bottiglie e l’entusiasmo delle persone, ci si emoziona. Questo è il luogo che rappresenta la forza del Valdobbiadene Docg: un territorio complesso, fatto di vigneti difficili da lavorare, ma capace di trasmettere un’immagine unica che i consumatori di tutto il mondo ricordano. Questo connubio tra ambiente e vino ha reso famoso nel mondo questa realtà”.








Nel corso della manifestazione, che proseguirà fino al 26 aprile, sono in programma numerose iniziative: dal trenino Puffetto ai giri in elicottero, dal trekking a cavallo alla sfilata d’epoca dei trattori prevista per domenica 12 aprile, fino al nuovo percorso Gravel del 19 aprile. Tra le novità anche la mostra “Cronache di storia quotidiana”, un percorso che racconta due secoli di vita della comunità di Col San Martino attraverso mappe, fotografie, cartoline e documenti.


“Qui si ritrova tutta la comunità: volontari, anziani, bambini, scuole – ha commentato l’assessore al sociale Paola Roma – È un momento per riscoprire il piacere di stare insieme e per valorizzare l’agricoltura e quei vigneti eroici che rappresentano la storia e l’identità di questo territorio”.


“Come Banca Prealpi siamo da sempre vicini al territorio – ha commentato il direttore della filiale di Farra di Soligo Valter Padoin – oggi celebriamo non solo il settantesimo anniversario della mostra, ma anche un’eccellenza internazionale come il Valdobbiadene Docg e il valore della storia che c’è dietro. Un patrimonio costruito dai viticoltori del territorio, che con passione e sacrificio hanno reso queste colline, oggi patrimonio Unesco, un simbolo di identità”.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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