“Adolescenti sul filo”: adulti e ragazzi in dialogo per affrontare le emozioni scomode

Valentina Favaro e Giulia Marcon

Nei giorni scorsi, alla Fondazione Opera Monte Grappa di Fonte Alto, si è tenuto l’incontro “Adolescenti sul Filo”. L’evento ha visto la partecipazione delle psicoterapeute Valentina Favaro e Giulia Marcon (in foto), che hanno voluto sensibilizzare su un argomento considerato ancora un tabù: il suicidio legato alle fragilità adolescenziali.

L’iniziativa è nata da un trentenne che, dopo aver perso un amico, si è rivolto alla Fondazione – la quale funge anche da consultorio – per realizzare un progetto benefico di prevenzione sui comportamenti a rischio, rivolto ai ragazzi nelle scuole. Da qui è partita una serie di incontri: prima con i genitori dei ragazzi delle classi seconde, poi con la formazione dei docenti e l’incontro con gli studenti, per terminare infine con questa serata riepilogativa rivolta a tutti.

Dialogando con i ragazzi

“Negli ultimi anni, gli episodi di cyberbullismo e suicidio tra i giovani sono aumentati. Il nostro intervento nelle classi – spiegano le psicoterapeute – era mirato a conoscere ed entrare in contatto con questi ragazzi, chiedendogli come stanno veramente. Ci siamo trovate davanti 150 studenti e studentesse che non aspettavano altro che avere degli adulti con cui parlare di ciò che si tenevano dentro. Le risposte non sono arrivate subito, ma sono emerse indagando con delicatezza e rispettando i loro tempi, nel tentativo di entrare in contatto con la loro parte più nascosta.

Da adulti – affermano le psicoterapeute – il primo passo che dobbiamo compiere per accorciare questa distanza tra genitori e figli è chiederci come ci poniamo di fronte a tutto questo.

Durante queste ore trascorse con loro, si è parlato di emozioni scomode, arrivando a selezionarne quattro: tristezza, rabbia, ansia e paura: “A partire da questo – proseguono – abbiamo chiesto loro quando queste emozioni inizino ad essere un campanello d’allarme, diventando dannose per se stessi o per gli altri”.

“Il riscontro che abbiamo avuto è stato positivo, perché hanno saputo analizzare e riportare in modo corretto le varie fasi che queste emozioni attraversano, dimostrando di saper riconoscere quando possono diventare un problema”.

Ciò che è stato realizzato è un progetto pilota che si spera possa fungere da esempio e appoggio, con l’obiettivo di offrire prevenzione e supporto alle nuove generazioni, e non solo.

(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto: Francesca Battilana)
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