Giada, il “frullatore” di Sanremo e l’inedito in uscita: “Un sogno che si realizza”

La passione per la musica, in particolare per il canto, c’è sempre stata, sin da bambina. Ma lo studio vero e proprio è arrivato solo in età adulta, pochi anni fa.

Abbastanza però per proiettarla già nel cuore del Festival di Sanremo appena concluso, nello specifico sul prestigioso palco di Casa Sanremo, dove si è potuta esibire lo scorso 28 febbraio.

Un’esperienza che Giada Tiberi, 37 anni, originaria di Mussolente ma ora residente a Fonte, non dimenticherà facilmente quella vissuta all’interno dell’area hospitality ufficiale del Festival della Canzone Italiana, al Teatro Ariston.

“Ho iniziato a studiare canto quando di anni ne avevo già 31-32, muovendo i miei primi passi all’Accademia Arteviva con Mercedes Vidale – spiega Giada -. Poi ho proseguito il mio percorso di perfezionamento sotto la guida dell’insegnante trevigiana Massimina Marescotti, che mi segue tuttora e a cui devo molto. Una figura di riferimento nel panorama nazionale per la preparazione di talenti destinati ai grandi palcoscenici”.

Ed ecco che poi, grazie alla vittoria nel Rising Voice Contest su Canale Italia, per l’artista di Fonte (dove dopo il matrimonio vive ormai da 8 anni) si sono aperte le porte dell’esibizione sanremese ma anche quelle della produzione di un brano inedito di prossima uscita.

Una vetrina sicuramente molto importante per lei. “All’inedito sto già lavorando e si intitolerà ‘Veleno’, perché parla di un amore tossico, in cui la protagonista del brano è completamente succube di questo uomo narcisista – racconta Giada -, ma alla fine riesce a liberarsene e a scegliere sé stessa”.

E l’esperienza sanremese? “Beh, è stato tutto bellissimo ed entusiasmante – prosegue la cantante -. Si entra in una specie di ‘frullatore’ ma io, come dicevo, essendo anche arrivata tardi al canto, non avevo particolari aspettative o pressioni e me la sono goduta. Certo, Sanremo l’ho sempre guardato in tv ed essere lì faceva il suo bell’effetto! Respirare l’aria del Festival dal di dentro, viverla… è stato un sogno che si è realizzato. Poi c’erano un sacco di stazioni radio lì, masterclass, una fatta addirittura dal vocal coach di Andrea Bocelli… una cosa stupenda”.

Nella sua esibizione Giada ha interpretato un classico intramontabile della musica italiana, come “E penso a te” di Lucio Battisti. Per lei non solo una prova di talento, ma anche un momento di profonda gratitudine perché la sua performance l’ha dedicata alla memoria del Maestro Diego Brunelli, scomparso poco prima, una figura chiave nella sua crescita umana e professionale.

“Non ho avuto modo purtroppo di comunicargli questa bella notizia, ne sarebbe stato sicuramente felice“. Tanti anche i cantanti da cui Giada ha tratto ispirazione durante il suo percorso musicale: “Elisa soprattutto, ma anche Marco Mengoni – sottolinea – e poi i cantautori più classici come Battisti, De Gregori, Dalla… ma anche Lady Gaga e Tina Turner. Ho avuto tante influenze eterogenee”.

Progetti per il futuro? “Spero di tornare al Festival con un mio brano inedito – l’auspicio di Giada -. E proseguire anche l’attività con il gruppo in cui canto, gli Earth’s Chant (Il Canto della Terra), una band locale multigenere con un sound molto originale”.

E a Fonte come si sta? “Lo adoro – conclude la cantante -. Soprattutto la tranquillità, l’abitare in mezzo alle colline mi regala un sacco di pace e poi ci sono oggettivamente dei posti stupendi”. Un amore sicuramente ricambiato.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: per concessione di Giada Tiberi. Video: Alessandro Lanza)
(Articolo e video di proprietà di Dplay Srl)
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