Moria di api, “nessuna correlazione tra i produttori di Torchiato e l’episodio”

“Siamo da sempre in prima linea per la tutela del territorio. Per questo non comprendiamo questo generico attacco ai viticoltori, ritenuti la causa dell’episodio di moria di api avvenuto ad Osigo”. Sono i produttori del celebre Torchiato di Fregona docg ad intervenire dopo che venerdì un’apicoltrice ad Osigo di Fregona ha rivenuto migliaia di api morte. L’Apat Veneto ha imputato tale moria ad un trattamento eseguito su un’area vicina.

Il fatto è accaduto in via Castagnola, dove ha sede anche la Cantina Produttori Fregona e dove fino a domenica si è svolta la 50esima edizione della Mostra del Torchiato.

“Stiamo cercando di capire con la nostra Polizia locale cosa possa essere successo. Domenica, dopo esser stato informato dall’apicoltrice di quanto accaduto venerdì sera, ho incontrato i produttori di Torchiato della zona di via Castagnola e tutti mi hanno confermato che da tre mesi non eseguono trattamenti sui vigneti con prodotti nocivi per le api. Inoltre, mi hanno dato la propria disponibilità a collaborare, mettendo a disposizione i registri dei trattamenti – afferma il sindaco di Fregona, Giacomo De Luca -. Potrebbe dunque esserci dell’altro, che nulla avrebbe a che fare con i trattamenti sui vigneti, dietro a questo episodio. Per questo domattina, dopo aver parlato nelle ore scorse con il presidente Apat Veneto Dal Colle, la nostra Polizia locale preleverà alcuni campioni di api morte che saranno inviati all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie per gli accertamenti del caso. Il nostro è un regolamento di polizia rurale molto rigido e saremo inflessibili non appena ci sarà una certezza sulla causa di quanto accaduto. Chiaramente mi spiace per quanto si è verificato. Io da sempre mi spendo per la tutela delle api. Ricordo che quando ero presidente di Savno ho promosso un progetto con cui sono state donate arnie per incrementare la presenza di questo fondamentale insetto nel nostro territorio”.

“Siamo tutti produttori certificati SQNPI, il cui simbolo tra l’altro è proprio un’ape, e impieghiamo tecniche di difesa delle colture e prodotti a basso impatto ambientale, a tutela della salute del consumatore e dell’ambiente. Viste le voci circolate, ci tengo a chiarire che non c’è alcuna correlazione tra i produttori di Torchiato della nostra cantina e questo episodio” – sottolinea Alessandro Salatin, presidente della Cantina Produttori di Fregona.

“Siamo un Comune rispettoso dell’ambiente e su questo ci distinguiamo – premette Francesca Bertolin, presidente della Pro Loco Fregona -. Spiace vedere in queste ore, da post sui social o da dichiarazioni rilasciate alla stampa, che si generalizzi su questo episodio isolato parlando di trattamenti da parte di agricoltori come la causa della morte di quelle api. Posso garantire che nel nostro territorio tutti per tradizione e per cultura siamo rispettosi. E possiamo certificare che l’aria e l’acqua di Fregona sono tra le migliori per purezza della provincia. A Fregona non abbiamo grandi vigneti: il nostro paesaggio è ancora ricco di tante varietà. Ci sono olivi, alberi da frutto, castagni a scandire il nostro territorio. E la produzione di Torchiato, con limitati campi vitati, si affida ancora ad una gestualità e ad un rispetto della natura che non ha uguali, basti pensare che i nostri produttori ancora sfalciano a mano l’erba nei sottofilari. I produttori si limitano agli interventi obbligatori fissati dal calendario fitosanitario regionale, in questo periodo non previsti e tra l’altro sicuramente dannosi dato che i vigneti sono in piena fioritura. E chi ci ha fatto visita alla Mostra del Torchiato, che si è conclusa domenica, ha potuto toccare con mano questa produzione, apprezzandone il prodotto, la tecnica di produzione tramandata dai soci di generazione in generazione ed il paesaggio nel quale questa eccellenza con il massimo rispetto si inserisce. L’invito è di venire a Fregona anche per visitare questi vigneti e conoscere come sono coltivate le nostre vigne”.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Pro loco Fregona)
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