Gaiarine, il Comune cerca ragazzi tecnologici per aiutare i cittadini senza esperienza sul fronte digitale

L’amministrazione comunale di Gaiarine ha lanciato una nuova proposta per coinvolgere i giovanissimi nel servizio di volontariato.

L’assessore al sociale e alla famiglia Graziella Gava (nella foto) ha invitato i ragazzi che sanno usare le nuove tecnologie a donare qualche ora del proprio tempo per trasmettere le loro conoscenze alle persone che non hanno familiarità con i mezzi digitali.

Magari per consentire a questi secondi di riuscire a prenotare una visita medica o scaricare gli esami attraverso l’uso di un pc.

“Con il sindaco Diego Zanchetta – racconta Graziella Gava – ci siamo resi conto, durante i lunghi e travagliati mesi del lockdown, delle difficoltà soprattutto degli ultrasessantacinquenni di muoversi autonomamente sul fronte digitale sia per quando riguardava il mondo sanitario, sia su altri fronti. Un ulteriore esempio è quello bancario”. 

“Con il venire avanti della necessità di effettuare le registrazioni per potersi vaccinare – ha proseguito – abbiamo registrato come fossero molte le persone che non riuscivano ad essere autonome, oppure erano nel dubbio di aver fatto bene i vari passaggi. Così, grazie a dei volontari, è stato possibile allestire un front office all’ingresso della sede municipale. Sono stati molti coloro che hanno potuto avvalersi di questo servizio per provvedere alla registrazione per la vaccinazione”. 

“Questa ulteriore esperienza – aggiunge – ci ha spinto a proseguire su questa strada intrapresa e a lanciare l’idea ai ragazzi tecnologici di aiutare coloro che non hanno molta dimestichezza con l’informatica. Finora abbiamo avuto alcuni giovanissimi che si sono fatti avanti. E inaspettatamente abbiamo raccolto anche la disponibilità di persone adulte con competenze informatiche”.

A questo punto ci sono le basi per pianificare un vero e proprio progetto. “Valuteremo da qui in avanti – racconta l’assessore – come procedere. Anzitutto andremo a prendere in considerazione se faremo un vero e proprio corso base o alcune serate sui vari aspetti. Poi penseremo alla location dove svolgere tali percorsi. C’è bisogno di una stanza dedicata, dove installare, qualora non ci fossero, dei pc. Una fra le ipotesi ci porta a guardare alla biblioteca. Di sicuro sarà un approccio per fare il meglio possibile, anche se in modo artigianale e familiare, fra chi ne sa un po’ di più e quanti non hanno le nozioni per usare gli smartphone o i pc”.

Saranno lezioni o conferenze riservate solo agli ultrasessantacinquenni? “Abbiamo pensato a loro, perché al momento sembrano coloro che maggiormente hanno bisogno di un aiuto. Questa nostra scelta non esclude che anche persone più giovani partecipino, qualora ci manifestassero il loro desiderio”.

(Foto: per concessione di Graziella Gava).
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