Viticoltura del Montello tra realtà e futuro, partecipato convegno a Villa Wasserman

Il futuro e le sfide della viticoltura sul Montello sono state al centro dell’incontro rivolto alle aziende agricole del territorio che si è svolto mercoledì a Giavera del Montello, nella splendida cornice di Villa Wasserman.

Promosso da C.E.C.A.T. Veneto, il convegno “Viticoltura del Montello: realtà e futuro” ha rappresentato un momento di confronto strategico per il territorio. Ad aprire il dibattito il Consorzio Tutela Vini Asolo Montello, con il presidente Michele Noal a presentare lo stato dell’arte e i progetti relativi la tutela e la sostenibilità ambientale del patrimonio vitivinicolo dell’area.

Tra i temi al centro della serata, il rilancio del vitigno autoctono Recantina, a cura di Luigino Bertolazzi e Aldo Lorenzoni di G.R.A.S.P.O. e le strategie per la difesa della vite in zone di pregio ambientale, a cura del prof. Carlo Duso dell’Università degli studi di Padova.

Finanziato dalla Regione Veneto e patrocinato dal Comune di Giavera, rappresentato nell’occasione dall’assessore all’Agricoltura Gessica Sordi, il seminario era aperto alle aziende agricole del territorio e a tutta la cittadinanza.

L’intervento del presidente Noal

“La vocazione del territorio che si snoda tra Asolo e il Montello è nota da tempi antichi e le prime citazioni risalgono alla Serenissima Repubblica di Venezia, quando i vini provenienti dall’area venivano tassati di più rispetto a quelli dei territori circostanti – ha esordito il presidente del Consorzio Tutela Vini Asolo Montello, Michele Noal – Questa vocazione fu riconosciuta ufficialmente con l’ottenimento della DOC Montello e Colli Asolani nel 1977, a cui seguirono nel 2009 la DOCG per l’Asolo Prosecco Superiore e il Montello DOCG nel 2011. Per proteggere questo patrimonio, tutelare le aziende dell’area e promuovere i vini delle denominazioni, nel 1985 nacque, da un piccolo gruppo di produttori lungimiranti, il Consorzio di Tutela. Un progetto collettivo cresciuto nel tempo, che oggi conta 475 soci tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori“.

“Oggi come allora, la missione del Consorzio di Tutela è affiancare i soci dal punto di vista tecnico, per perfezionare sempre di più la produzione riducendo l’impatto sull’ambiente, promuovere le denominazioni Asolo Prosecco Superiore Docg, Montello Docg e Montello Asolo Doc e tutelare la produzione proteggendone l’immagine – ha proseguito Noal – Se ai tempi della costituzione del Consorzio le bottiglie prodotte erano poche, oggi la realtà dell’Asolo Montello conta numeri di tutto rispetto:

  • Asolo Prosecco Docg:  30.400.000
  • Crescita percentuale 2023 – 2025: 26,5%
  • Montello Docg: 25.400
  • Montello Asolo Doc: 473.500

Il territorio dell’Asolo Montello è uno dei pochi in Italia che conta una importante denominazione spumantistica, rappresentata dall’Asolo Prosecco Superiore, uno dei vini di maggior successo a livello internazionale, e una storica denominazione di vini rossi, il Montello Docg. Ricordo, infatti, che proprio quest’area, già negli anni Quaranta, aveva iniziato la produzione di vini da uve di origine bordolese come Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Malbec, ben prima di aree oggi blasonate come Bolgheri”.

“A queste due denominazioni si affianca il Montello Asolo Doc, che ha in un vitigno il proprio simbolo: la Recantina – ha sottolineato Noal – Proprio su questa varietà il Consorzio sta sviluppando una importante ricerca articolata su due progetti. Il primo è mirato a capire le potenzialità del vitigno e le aree più vocate alla coltivazione di questa varietà. Si tratta di una ricerca che sarà svolta da G.R.A.S.P.O., qui presente, che tra poco ci illustrerà gli elementi distintivi. Il secondo progetto consisterà invece nello studio genetico della varietà e verrà curato dal professor Luigi Bavaresco dell’Università di Piacenza.

“Oltre ad una spiccata personalità, i vini del Montello hanno un asso nella manica da giocare in un momento in cui cambiamento climatico e nuovi stili di consumo stanno creando un nuovo scenario. Grazie ai suoli argillosi ricchi di ferro e al clima temperato, i nostri vini rossi si caratterizzano, anche alla luce dei cambiamenti climatici, per bevibilità e freschezza, con un grado alcolico contenuto, che li rende contemporanei e adatti all’abbinamento a tavola”.

La tutela del paesaggio e della biodiversità

Il presidente del Consorzio Tutela Vini Asolo Montello, a proposito di tutela del paesaggio e biodiversità, ha poi evidenziato come “il Consorzio di Tutela è consapevole della responsabilità che ha nei confronti del territorio e della comunità locale. Tra le sue priorità figura la tutela del paesaggio e dell’ambiente, il cui equilibrio non deve essere alterato dalla viticoltura: per questo è stato deliberato il blocco dei nuovi impianti di vigneto. L’obiettivo è duplice. Da un lato consente di mantenere alto il valore del prodotto, evitando la sovrapproduzione, dall’altro di conservare il paesaggio. Ricordo, infatti, che meno del 10% della superficie è impegnata da vigneto. La nostra volontà è mantenere una dimensione piccola e preziosa, dove la produzione dialoga con l’ambiente circostante e si inserisce in un contesto armonico di bellezza. Una bellezza di cui vogliamo essere ambasciatori. Inoltre, per la tutela dell’ambiente si è scelto di promuovere la certificazione SQNPI da parte dei produttori, affiancandoli da un punto di vista tecnico”.

Un potenziale da valorizzare

“Il vino è sinonimo di bellezza e buon vivere, e non a caso l’enoturismo è in costante crescita a livello nazionale. Mentre il consumo di vino in Italia cala tra il 2 e il 3% l’anno, l’enoturismo cresce del 9%: un’opportunità concreta per le cantine e per l’intero territorio, grazie all’indotto che genera – ha concluso Noal – Uno dei meriti della nostra area è non aver ceduto all’industrializzazione rimanendo attrattiva dal punto di vista turistico come dimostrato dai 90.000 arrivi turistici, 230.000 presenze in un anno. A questo si aggiunge un altro dato interessante, ovvero la permanenza media di oltre due giorni. Il turista che visita l’area non cerca solo le bellezze architettoniche, culturali e paesaggistiche: mangia, visita le cantine, scopre i prodotti locali. Il turismo, in questo senso, diventa uno strumento prezioso per rafforzare la distintività del territorio.

“Consideriamo che ogni enoturista diviene un ambasciatore dell’area, che parlerà della sua bellezza, della sua accoglienza, dei suoli prodotti. In molti casi si porterà a casa una bottiglia che in etichetta riporta il nome del territorio e questo sarà un volano di notorietà per tutti. Per questo motivo il Consorzio intende investire nella formazione delle cantine per consentire di divenire sempre più accoglienti e preparate, per dare un’immagine alta e qualificante per tutti”.

“Inoltre, ha deciso di sostenere due importanti realtà del territorio, la Fondazione Gypsoteca Antonio Canova e la Fondazione Tempio Canoviano, con l’obiettivo di comunicare lo stretto legame tra questo grande artista e la sua terra di origine. Un legame che passa anche per il vino. Canova partiva da bozzetti in argilla, la stessa argilla nella quale affondano le radici delle nostre viti. Un elemento di bellezza che si traduce nel buon e bel vivere. Sempre per la promozione dell’enoturismo, il Consorzio ha realizzato la Asolo Montello Visitor Guide, Guida Enoturistica del territorio Asolo Montello, presentata a Vinitaly, uno strumento pratico che consente al visitatore di scoprire tutte le bellezze dell’area valorizzando cantine, ristoranti, alberghi, luoghi di attrazione”.

Il giorno 11 ottobre alla Villa di Maser, sarà organizzato l’evento ‘Vino, bellezza, territorio’, alla sua seconda edizione. Sarà un modo per riunire 40 cantine, che presenteranno i propri vini, organizzare momenti di approfondimento e dibattiti sul tema del vino e dell’arte, incontri tematici e accoglienza di giornalisti. Infine, assieme alla Strada del Vino e all’Associazione Montello a Tavola stiamo lavorando a importanti iniziative che vedranno l’area unita. Il lavoro da fare è tanto ma le idee sono chiare e, grazie alla collaborazione di tutti, dai produttori a ogni singolo cittadino, potremo rendere questo territorio ancora più bello e famoso nel mondo”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Related Posts