Si è spento Raffaele Martin, un altro pezzo di storia della città. A luglio avrebbe spento le 99 candeline ed è stato, con la famiglia, uno dei pionieri della ricettività alberghiera a Jesolo. Lascia la moglie Lucia ed i figli Renato (già sindaco della città e presidente di Federconsorzi Arenili), Lorenzo (dottore commercialista), Rosanna (dirigente del reparto di psicoterapia infantile all’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer di Firenze) e Lorella (ha affiancato, fino a poco tempo fa, Renato nella gestione del Rivamare). I funerali avranno luogo venerdì alle 9.30 nella chiesa Santa Maria Ausiliatrice di piazza Trieste dove giovedì alle 17.45 sarà recitato il rosario.
Di fatto, Raffaele ha sempre vissuto in ambito alberghiero, se si fa eccezione per una parentesi durante la quale ha gestito una impresa edile. Era il 1937 quando Maria Furlan, mamma di Raffaele, forte di una esperienza come lavapiatti prima e aiuto cuoca poi all’hotel Bagni Miramare, con i soldi che aveva messo da parte, acquistò un terreno nell’attuale zona artigianale del Lido e realizzò una pensioncina, il Giardinetto, costruita dove oggi si trova un complesso con una nota palestra. I primi clienti furono i tanti familiari che, durante l’estate, andavano a trovare i figli che soggiornavano nella colonia Carmen Frova (oggi hotel Almar); aveva, insomma, intravisto una opportunità imprenditoriale nel mondo della ricettività e della ristorazione. E un po’ tutti i figli davano una mano, nel fare i camerieri o altri lavori: quindi Raffaele, i fratelli Isidoro (è stato tra i soci fondatori di Aja), Giampaolo (è stato presidente dell’ex Apt), Armando, Giuseppe, Elena.
Successivamente, vedendo lo sviluppo che stava avendo il turismo, decisero di acquistare un terreno frontemare e di costruire una struttura alberghiera, il Tritone; era inizio anni Cinquanta e fu uno dei primi hotel con una concezione moderna. Raffaele, proprio in virtù di questo sviluppo, decise di avviare una impresa edile; realizzò il primo condominio di Jesolo, quindi altri edifici; intervenne su importanti realtà alberghiere, con lavori di ammodernamento o ristrutturazione.
A inizio degli anni Sessanta cedette l’impresa ai suoi capimastro (impresa che ancora esiste), perché nel frattempo rilevò il Rivamare, che demolì, ricostruì e iniziò a gestire assieme alla moglie Lucia, di fatto mettendo in pratica tutti quegli insegnamenti che aveva acquisito durante il periodo della pensione Giardinetto. All’hotel Rivamare sono, poi, subentrati i figli Renato e Lorella.
Dal punto di vista associativo, Raffaele è sempre stato una presenza costante e importante: in Aja, di fatto fin dagli albori, ricoprendo anche il ruolo di consigliere, quindi in Federconsorzi. Era, poi, attivo nel Lions Club Jesolo, di cui era il socio più anziano. E faceva parte dell’associazione Artiglieri.
“A noi figli ha dato esempi di vita, di onestà e di correttezza: lo faceva non solo con le parole, ma con i fatti concreti e di questo gliene saremo sempre grati”, le parole di Renato Martin.
“Una persona elegante, mai fuori posto, nel porsi come nel parlare – ricorda il presidente Aja, Pierfrancesco Contarini – sempre gentile, cordiale e dai modi educati. Un esempio di onestà e rettitudine, che ha saputo dare molto alla città e alla ricettività alberghiera. Uno di quegli imprenditori cui essere grati per quanto fatto”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Associazione Jesolana Albergatori)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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