Il Vanilla Club – ex Cuba Libre – che per molti anni ha animato le serate estive jesolane con musica e compagnia, chiude i battenti. Questa la decisione definitiva comunicata dal presidente del Caribe bay e fondatore della discoteca, Luciano Pareschi.
Il motivo della chiusura
“La decisione è figlia di un’analisi lucida della realtà attuale – spiega il presidente -. In primis, il tema della sicurezza e della delinquenza giovanile: gestire un locale oggi richiede uno sforzo enorme. Per garantire l’incolumità dei clienti eravamo arrivati a impiegare 18 addetti alla sicurezza per serata, selezionati esclusivamente tra professionisti con tesserino prefettizio ed esperienza consolidata. Questo, inevitabilmente, ha reso l’attività non più sostenibile a livello economico, trasformandola in un’operazione non redditizia. A ciò si aggiunge un cambiamento antropologico: con l’avvento dei social, le scelte dei giovani in fatto di divertimento sono radicalmente mutate. La tendenza oggi si sposta verso locali diversi, meno legati al concetto classico di discoteca, e abbiamo preferito fermarci, piuttosto che snaturare l’identità del Vanilla Club”.
Dal Cuba libre al Vanilla club, le radici del locale
Il Cuba Libre nasce nella seconda metà degli anni ’90 e nel 2005 si trasforma nel Vanilla Club, posizionandosi tra i pionieri del format discobar in Italia: un modello all’epoca rivoluzionario, che fondeva l’atmosfera del club con l’eleganza del cocktail bar – afferma Pareschi -. Abbiamo investito in modo significativo sia nel flair bartending, sia nella musica. È stato un percorso di crescita costante che ha visto quel progetto evolversi fino a diventare un punto di riferimento che ha segnato un’epoca nel litorale. Abbiamo vissuto stagioni incredibili, innovando il concetto di divertimento e costruendo un legame indissolubile con il nostro pubblico, partendo proprio da quella prima scintilla nata con il Cuba Libre”.
Progetti futuri
“Al momento non abbiamo ancora preso una decisione definitiva sul destino specifico della struttura, che potrà essere integrata con il parco o ospitare eventi privati, aziendali e no. La nostra priorità e i nostri investimenti sono attualmente focalizzati sul parco Caribe Bay che in questo momento risulta anche maggiormente in linea con la domanda di divertimento che arriva dagli stessi giovani – aggiunge-. Puntiamo a un’offerta di tempo libero di qualità, basato sul valore dell’esperienza e sul benessere generale. I progetti in fase di realizzazione, come Agua Azul, si basano su questa visione, al pari degli interventi per migliorare l’efficienza energetica che prevedono anche l’installazione di pannelli fotovoltaici a copertura del parcheggio. Abbiamo un piano di sviluppo che arriva al 2040, articolato in tre grandi ambiti di sviluppo del parco, ma la loro realizzazione dipenderà molto da quanto le istituzioni locali vorranno sostenerci e seguirci in questo percorso”.


Conclude il presidente: “Il nostro sogno rimane quello di mantenere un legame fortissimo con il territorio, sviluppando progetti che non siano solo imprenditoriali, ma che abbiano un impatto sociale e qualitativo positivo per tutta la comunità”.
(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto: Ufficio Stampa Caribe Bay Jesolo)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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