Nel pomeriggio afoso di ieri, sabato, lungo la spiaggia di Jesolo, si è verificato un episodio che ha attirato l’attenzione dei bagnanti presenti. Un gruppo di una decina di ragazzi, dopo aver trascorso alcune ore in riva al mare, ha iniziato a raccogliere gli zaini per rientrare in città. Nel punto in cui si erano fermati, però, è rimasto un evidente un accumulo di rifiuti: bottigliette, involucri di snack e altri scarti abbandonati sulla sabbia.
A notare la scena è stato il padre di un bambino che stava giocando poco distante. L’uomo, visibilmente infastidito, si è avvicinato al gruppo invitandolo a tornare indietro e a ripulire l’area. Il confronto è stato inizialmente teso: qualche gesto di stizza, qualche parola detta con tono acceso, ma senza degenerare.
Dopo pochi minuti, i ragazzi hanno ceduto alle richieste e hanno raccolto i rifiuti lasciando la spiaggia nelle condizioni in cui l’avevano trovata.
Un gesto che ha riportato la calma e ha evitato che la discussione assumesse toni più pesanti. Attorno, diversi bagnanti hanno espresso un plauso spontaneo al padre, riconoscendogli il merito di aver detto ad alta voce ciò che molti pensavano ma non avevano il coraggio di manifestare. Episodi simili, infatti, spesso sfociano in reazioni sproporzionate, motivo per cui molti preferiscono evitare qualsiasi confronto diretto.
L’intervento dell’uomo, invece, ha mostrato che un richiamo civile e fermo può ancora funzionare, soprattutto quando a farne le spese è un bene comune come la spiaggia.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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