Basket senza barriere: Pulsar, la squadra che trasforma lo sport in inclusione reale

A Mareno di Piave lo sport diventa strumento concreto di inclusione, crescita e partecipazione. È qui che prende forma il progetto “Out of the Basket-Box”, promosso da Sport Hub, che punta a superare le barriere attraverso il baskin e il basket unificato, coinvolgendo ragazzi con abilità diverse in un percorso condiviso fatto di gioco, relazione e opportunità.

Il linguaggio universale dello sport cardine fondamentale del progetto che vede la pallacanestro al centro di un percorso di valorizzazione e di inclusione. Il progetto nasce infatti con l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale attraverso la creazione di squadre miste, dove atleti con e senza disabilità giocano insieme, condividendo il campo e le regole del gioco, trasformando così lo sport in uno spazio reale di incontro e crescita collettiva.

“Ci occupiamo di integrazione e lo facciamo utilizzando la pratica sportiva come metodo di coinvolgimento di abilità e capacità diverse – commenta Gianluca Gamma responsabile tecnico di Pulsar Basket – Abbiamo atleti che fanno piscina, altri che svolgono attività motoria di base e poi un gruppo di ragazzi che gioca a pallacanestro. Siamo partiti proprio da qui, da uno sport che conoscevamo e da un ambiente che si è dimostrato disponibile, grazie anche agli impianti di Mareno di Piave e alla collaborazione con l’amministrazione comunale”.

Il cuore del progetto è proprio il campo da gioco, dove ogni atleta trova il proprio spazio e il proprio ruolo: “Proponiamo il baskin, che è un basket integrato con quattro canestri, due dei quali a diversa altezza per permettere anche ai ragazzi con maggiori difficoltà di partecipare attivamente – continua Gamma che è affiancato, tra gli altri anche dall’allenatore Paolo Cigala e da molti volontari –  Accanto a questo abbiamo introdotto anche il basket unificato, dove si gioca cinque contro cinque con squadre composte da atleti con diverse abilità e partner. È un modo per avvicinarsi ancora di più alla pallacanestro tradizionale mantenendo però un’impostazione inclusiva”.

Un progetto che non si limita all’attività sportiva ma che punta a diventare un appuntamento stabile per i partecipanti e le loro famiglie: “Cerchiamo di portarlo avanti con continuità perché quello che ci interessa è dare a ciascuno uno spazio dentro il quale muoversi e delle opportunità concrete. La soddisfazione più grande è vedere questi ragazzi felici di venire il sabato pomeriggio a giocare con noi, creare relazioni e sentirsi parte di un gruppo” conclude l’allenatore. 

Un percorso che trova il pieno sostegno dell’amministrazione comunale con il sindaco Andrea Modolo che sottolinea il valore di un’iniziativa che nasce da lontano: “Per noi è un aspetto di grandissimo orgoglio. Non è qualcosa di casuale, ma il risultato di un lavoro costruito negli anni con la comunità e con il territorio. È un’evoluzione verso l’inclusione che coinvolge non solo il Comune ma anche le realtà economiche e sociali del territorio”.

“Attraverso la Polisportiva accogliamo questa realtà e siamo convinti che questa sia la strada giusta – aggiunge il primo cittadino – L’integrazione tra persone abili e diversamente abili è fondamentale perché fa crescere tutti: sensibilizza chi è più forte e porta felicità e sorriso a chi ne ha più bisogno. Ma è anche un investimento culturale, perché forma cittadini più consapevoli e una comunità più coesa”.

Determinante anche il contributo del mondo economico locale, come evidenzia Loris Sonego di Banca della Marca sponsor assieme alla famiglia Dalla Torre: “Quando ci è stato presentato il progetto di Sport Hub abbiamo capito subito che si trattava di qualcosa di diverso dai progetti standard, ma proprio per questo importante. Lo sport è una scuola di vita e riuscire a far convivere nello stesso contesto bambini e persone con e senza disabilità è qualcosa di eccezionale”.

Un sostegno che va oltre il semplice contributo economico e si traduce in una scelta di valore: “È un valore aggiunto che merita un grande applauso ed è questo il principio per cui abbiamo deciso di aderire. Progetti come questo dimostrano concretamente come sia possibile costruire inclusione vera, non solo a parole”.

Pulsar si inserisce così in un percorso più ampio di crescita sociale e culturale del territorio, creando una rete tra associazioni, istituzioni, famiglie e realtà economiche. Un modello che punta a consolidarsi nel tempo, offrendo continuità agli atleti e diventando un punto di riferimento stabile per chi cerca nello sport non solo competizione, ma anche relazione, autonomia e benessere.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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