Immersa nel verde dei Colli asolani si trova Villa Barbaro, un luogo che unisce il paesaggio ai valori umanistici.
Progettata nel ‘500 da Andrea Palladio e dal 1996 patrimonio dell’Unesco, mantiene un legame stretto con il territorio e l’economia locale. Parte integrante del complesso è il Tempietto, progettato anch’esso da Palladio, voluto come luogo di preghiera e sepoltura.
Negli ultimi tempi la Villa ha avviato progetti con scuole e università, sia italiane che estere. Le facoltà maggiormente coinvolte sono quelle di architettura, design e storia dell’arte. L’obiettivo è promuovere approfondimenti accademici sull’arte neoclassica, la pittura del Veronese, la scultura di Alessandro Vittoria e l’architettura del Palladio.


La storia
La residenza rappresenta non solo un polo turistico, ma anche una dimora vissuta e un centro agricolo produttivo. Sin dalle origini, la famiglia Barbaro ha concepito questa struttura nell’ottica di creare un’azienda agricola di proprietà, dedicando la barchessa sinistra alla produzione del vino. Dal 1850 è stata spostata nella “Cantina rossa” adiacente alla villa, voluta per ingrandire la produzione.
Tra i numerosi interventi realizzati nei secoli, spiccano quelli dell’architetto Tommaso Buzzi, su commissione della proprietaria Marina Volpi negli anni ‘30 del ‘900. Fu scelto di riadattare la struttura all’esigenze dell’epoca, eliminando le decorazioni che potevano essere considerate superflue e mantenendo la linea palladiana.
Un esempio è il viale d’ingresso: sono stati rimossi i putti ottocenteschi (statue raffiguranti bambini), poi sostituiti da siepi in bosso. Le statue sono state ricollocate nel Giardino delle rose: un’area esterna vicino alla barchessa a ovest, decorata da piante di rose e caratterizzata da un impianto a scacchiera, con quadranti alternati di ciottoli ed erba.


Gli esterni
L’area verde include altri spazi suggestivi, tra cui la Serra e il Parco storico che circonda la struttura.
La serra presenta una struttura in ghisa e vetro, a completamento del giardino della serra, si trova un’aiuola dove sono state messe a dimora alcune delle piante aromatiche individuate dalla dottoressa Chiara Schirato, farmacista esperta in fitoterapia e fitoalimurgia.
Il parco si estende sul colle retrostante seguendo il disegno di Maria Teresa Parpagliolo, tra le prime paesaggiste italiane, che progettò sentieri e punti panoramici. Cuore pulsante di quest’area è il Ninfeo, una fontana monumentale e centro del sistema idraulico che alimenta l’intera proprietà. Fu progettato da Palladio con la collaborazione di Alessandro Vittoria, per le statue delle divinità antiche, e di Marcantonio Barbaro per la realizzazione dei Telamoni.
Sebbene la fama mondiale della villa sia legata agli affreschi di Veronese e Vittoria, ciò su cui si vuole puntare è un’immersione sia negli spazi interni ma sopratutto in quelli esterni; il tutto con l’obiettivo di valorizzare e sottolineare l’importanza del contesto in cui è inserita la villa.
Concetto che era compreso anche all’epoca, dimostrato dal fatto che il balcone situato nella facciata principale godeva di un’ampia visuale, funzionale al controllo degli agricoltori che lavoravano nei campi di fronte.


Eventi aperti al pubblico
Molte le attività proposte in vista della stagione primaverile-estiva e non solo, tra cui:
– passeggiate botaniche a cura di Chiara Schierato. In base alla stagione, durante la camminata verranno raccolte le essenze ed erbe selvatiche presenti, scoprendone le relative proprietà. Le date in programma sono il 18 aprile, il 16 maggio, il 6 giugno e il 17 ottobre.
– Tour guidato “Tra Villa e Tempietto”: nei weekend e giorni festivi, oltre alla Villa sarà possibile visitare il tempio adiacente, una delle ultime opere di Palladio che normalmente è chiusa al pubblico.
– “Mattina nel Verde”, durante la quale sarà possibile partecipare alle escursioni tra i sentieri collinari, con l’obiettivo di far comprendere ai visitatori il contesto ambientale in cui questo patrimonio è inserito.
– “La Villa e il Vino”, un viaggio tra storia e sapori alla scoperta della tradizione vitivinicola. Ci sarà anche un evento con le cantine delle zone in collaborazione con la strada del vino Asolo e Montello.


(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto: Francesca Battilana)
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