La politica trevigiana si prepara alla “campagna elettorale sotto l’ombrellone”: le reazioni dei parlamentari della Marca sulle dimissioni di Draghi

Dopo le dimissioni del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi l’Italia si prepara a nuove elezioni, che si terranno domenica 25 settembre, con l’obiettivo di dare un nuovo governo al Paese.

Ci sono già alcune scadenze da rispettare come quella del 27 luglio, termine entro il quale il Viminale deve inviare alla Farnesina gli elenchi degli elettori all’estero, che vengono costantemente aggiornati.

Il 14 agosto è il termine ultimo entro il quale i partiti devono consegnare al Ministero dell’Interno i contrassegni con i simboli elettorali, mentre il 21 e il 22 agosto sono i giorni riservati alla presentazione delle liste.

Il 26 agosto è la data d’inizio ufficiale del mese di campagna elettorale prima del voto, con l’affissione dei manifesti elettorali che, a quanto pare, avverrà quando molto italiani saranno ancora sotto l’ombrellone.

Dietro l’angolo c’è sempre rischio che tanti cittadini non vadano a votare, esacerbati da una politica che non sembra dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, per non parlare della corsa alle alleanze per le forze politiche che devono cercare di superare i limiti imposti da una legge elettorale che presenta ancora tante lacune.

Anche la Marca Trevigiana si prepara alla campagna elettorale, che arriva in un periodo delicato viste le diverse emergenze ancora in corso.

“Mi auguro che la gente vada a votare – afferma Angela Colmellere, deputato della Lega ed ex sindaco di Miane – e che l’esito delle elezioni possa dare origine ad un governo stabile in modo da affrontare le vere emergenze che interessano alla gente: il costo dell’energia, la siccità, la guerra e la pandemia. È necessario affrontare e dare soluzioni alle vere emergenze”.

“La crisi è stata aperta dai grillini – commenta il collega onorevole delle Lega Giuseppe Paolin, di Possagno -. Quello stesso Movimento 5 Stelle che non ha votato il ‘Decreto Aiuti’. La Lega, assieme al centrodestra, aveva chiesto al presidente Draghi un cambio di passo per un nuovo esecutivo. Le priorità del Paese erano gli sconti sul carburante, i sostegni alle famiglie per far fronte al caro bollette e i crediti d’imposta per le aziende”.

“Questo per il bene del Veneto e dell’Italia – conclude -. Eppure il Pd, con i suoi giochini di potere, ha fatto saltare tutto. Noi guardiamo già avanti: a un futuro governo di centrodestra che affronti problemi urgenti, approvi la pace fiscale, tagli le tasse, introduca la flat tax, riformi le pensioni, introduca nuovi decreti sicurezza e non per ultimo approvi l’autonomia. Per questo siamo già al lavoro. La follia dei progressisti del campo largo ha portato Draghi alle dimissioni, ora spetta agli elettori scegliere”.

La crisi è stata generata dai 5 Stelle e dal Pd con una forzatura – aggiunge la senatrice Sonia Fregolent, della Lega, già sindaco di Sernaglia della Battaglia -. Il centrodestra aveva predisposto una risoluzione che andava nel senso della discontinuità chiesta da Draghi, un segnale rispetto a determinati atteggiamenti dell’ultimo periodo. Questa apertura non è arrivata perché è stata posta la fiducia solo sulla risoluzione di Pier Ferdinando Casini. A quel punto la Lega non ha partecipato al voto insieme a Forza Italia”.

“La responsabilità di questa crisi va cercata nel Pd che ha forzato sui temi della cannabis e dello ius scholae – conclude -. Rispetto alle elezioni, invece, il programma della Lega è sempre chiaro e va nell’interesse di cittadini, delle partite Iva e delle famiglie. La scelta delle persone spetterà al segretario Matteo Salvini con il vaglio di coloro che riterrà di coinvolgere. Siamo tutti molto preoccupati per la situazione dell’Italia ma, lo ripeto, la responsabilità va ricercata nel Pd che, portando avanti le proprie bandierine, ha disatteso gli accordi di un governo che avrebbe dovuto guardare all’interesse nazionale”.

Chiara anche la posizione di Luca De Carlo, sindaco di Calalzo di Cadore, senatore e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia: “Votare è stato il male minore in questa situazione, un Governo raffazzonato come quello che ci prendeva a pesci in faccia, ed io l’ho visto direttamente in Senato mercoledì, non è un governo capace di affrontare le crisi che ci attendono ad ottobre“.

“Bisogna andare al voto, si andrà al voto il 25 settembre per avere un governo coeso – possibilmente di centrodestra è quello che mi auguro io – per riuscire a fare tutte quelle riforme di cui necessita questa nazione ed anche per dare impulso all’economia” ha sottolineato De Carlo.

(Foto: archivio Qdpnews.it – Facebook).
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