Miane capofila del progetto intercomunale sui lavori di pubblica utilità: sul piatto 200mila euro. 69 le domande di assunzione, 22 i selezionati


Nelle giornate del 15, 16 e 17 settembre si sono tenute le selezioni dei candidati al progetto “Rete di Comuni per una Cittadinanza Attiva”, che vede Miane capofila di 11 Comuni (gli altri sono Cappella Maggiore, Cison di Valmarino, Follina, Fregona, Moriago della Battaglia, Revine Lago, Sarmede, Sernaglia della Battaglia, Tarzo e Vittorio Veneto).

Un progetto della Regione Veneto molto importante, approvato dalla Giunta Zaia lo scorso gennaio, che prevede la realizzazione di progetti di pubblica utilità e cittadinanza attiva a favore di persone svantaggiate escluse dal mercato del lavoro.

Sono state 69 le domande arrivate agli 11 Comuni e, dopo accurata selezione, ne sono state scelte 22. Nel caso di Miane le persone ritenute idonee e ammesse sono 2, altre 8 sono risultate idonee ma ammesse con riserva.

A Miane sono due gli ambiti di lavoro: sviluppo del verde ed abbellimento urbano e rurale; servizi in ambito sociale. Negli altri Comuni le persone prescelte si occuperanno anche del recupero di arretrati tecnico-amministrativi e della loro digitalizzazione.

Attraverso questo progetto verrà pertanto data la possibilità a 22 persone di essere assunte con un regolare contratto di lavoro attraverso la cooperativa sociale onlus “Insieme si può”

Il contratto prevede l’assunzione per un periodo di 6 mesi a 20 ore settimanali, con la possibilità di incontri di orientamento al lavoro individuali e di gruppo.

Soddisfatto del progetto e della collaborazione con gli altri Comuni il sindaco Denny Buso: “Ringrazio i dipendenti per l’impegno e l’importante lavoro svolto. Credo che questo progetto sia un’opportunità per chi non trova facilmente spazio nel mondo del lavoro“.

“È un progetto che gli 11 Comuni portano avanti da qualche anno, e nel 2021 Miane ha fatto da capofila, impegnando a bilancio più di 200mila euro – precisa Buso -, soldi che poi verranno coperti per un 60% circa da contributo regionale (Piano sviluppo e coesione Veneto, Sezione speciale). Il resto sarà suddiviso tra i Comuni in base a quanti progetti ha avviato ognuno”.

(Foto: web).
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