Anche Monfumo diventa Città del Vino: cittadini e cantine festeggiano la proclamazione tra i colli, ancora vitati solo in piccola parte

È arrivata nei giorni scorsi la notizia della proclamazione del piccolo comune di Monfumo a Città del Vino italiana: l’ingresso all’albo pare sia stato un obiettivo ambito non soltanto dalla giunta e dai produttori, ma da tutta la comunità.

Le potenzialità enogastronomiche del comune, raccolto per quanto riguarda il centro abitato ma ampio dal punto di vista paesaggistico e vario per i prodotti che offre, potranno amplificarsi attraverso questo riconoscimento, che Monfumo può oggi condividere con la vicina Castelcucco.

Sarebbe stata una collegialità di intenti, portata avanti dall’amministrazione, a dare alla luce questo frutto, maturo anche grazie al riconosciuto prestigio delle tre cantine che vi hanno trovato fortuna: dopo le mele antiche e l’olio, Monfumo è celebre anche per il lavoro di alcuni produttori che hanno portato le proprie etichette a fregiarsi di premi a livello nazionale e internazionale, anche recentemente.

“Questo è un riconoscimento che in futuro potrà fare da vettore turistico, in sinergia con il territorio. È necessario sapere anche che, a differenza di altre Città del Vino, soltanto il 7% del territorio comunale è vitato – ricorda il sindaco Luciano Ferrari, – Abbiamo sempre cercato di tutelare la salute dei cittadini, limitando l’uso di fitofarmaci e vincolando severamente la costruzione di nuovi vigneti in modo attento e calcolato”.

Anche Simone Rech, produttore della Tenuta Amadio e presidente Coldiretti Asolo, è lieto del risultato ottenuto e conferma le parole del sindaco: “Pur essendo Città del Vino, la biodiversità è notevole e qui non si può certo parlare di coltura intensiva: a Monfumo ci sono ancora tanti prati e pascoli. Come produttore non posso che essere contento, la proclamazione dà moltissimo a livello di promozione nazionale”.

Non vi è notizia di celebrazioni ufficiali in occasione dell’ottenimento, ma il primo cittadino ha affermato che a breve saranno installati dei cartelli informativi, posti ai confini della Città del Vino, che la presentino al visitatore entrante o uscente, in modo che con sé, nel portabagagli, porti per ricordo una cassa di mele, di bottiglie di vino o di olio locale.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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