Arrestato per duplice omicidio, aveva dato alle fiamme la casa con dentro la moglie e un’amica morte nell’incendio

I Carabinieri della Compagnia di Montebelluna a conclusione di un’articolata indagine tramite attività anche di natura tecnica condotte con la collaborazione dei colleghi dei Ris di Parma, hanno tratto in arresto stamane all’alba Sergio Miglioranza, classe 1951, trevigiano, pensionato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip al Tribunale di Treviso Angelo Mascolo per i reati di incendio aggravato, omicidio aggravato e violazione di sigilli.

Il provvedimento restrittivo ha recepito integralmente le investigazioni condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Montebelluna e dirette dalla Procura della Repubblica del Capoluogo che hanno consentito di raccogliere significativi elementi probatori a carico di Miglioranza come autore del’incendio della propria abitazione di Castagnole di Paese, avvenuto nella notte del 10 giugno 2020, nel corso del quale erano morte carbonizzate la moglie, Franca Fava, del ’52 e l’amica in casa Fiorella Sandre, del ’46.

Le fiamme, nella circostanza, erano divampate in maniera estremamente rapida e violenta, sino a 20 metri di altezza, e le due malcapitate, risultando bloccate tutte le vie di fuga dall’abitazione anche per la presenza di inferriate alle finestre ubicate al primo piano dello stabile erano rimaste intrappolate all’interno ed erano decedute in brevissimo tempo.

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Già dai primi accertamenti, svolti dai militari dell’Arma in collaborazione con i Vigili del fuoco del Comando Provinciale di Treviso, era emersa la natura dolosa dell’incendio, grazie all’individuazione di numerosi focolai di innesco, per la certa presenza di materiale accelerante/liquido infiammabile in vari punti della casa nonchè dopo il ritrovamento di due bombole di gas Gpl da una delle quali si era originato il fuoco, provocato evidentemente dall’apertura manuale del rubinetto del gas e non da un surriscaldamento della bombola stessa.

Le indagini hanno poi evidenziato la condotta sospetta dell’uomo, ricca di contraddizioni e incongruenze anche nelle diverse versioni fornite sull’accaduto e nelle dichiarazioni rese a inquirenti e magistrato, univocamente finalizzate a sottrarsi alle proprie responsabilità.

“Il castello costruito a suon di menzogne” come testualmente riporta l’ordinanza del Gip, è crollato poi definitvamente dopo quanto dichiarato da Miglioranza che asseriva di essersi salvato dalal fiamme uscendo all’esterno da una porta dalla lavanderia dell’abitazione: quel varco, come accertato dai Carabinieri del Ris, si era rivelato impraticabile al passaggio di una persona.

Sono state, infine, rinvenute tracce di residui di sostanze infiammabili sugli indumenti indossati dall’arrestato la notte dell’incendio.

Nel corso delle investigazioni è emerso il probabile movente del gesto criminoso, da ricondursi alla volontà dell’uomo di incassare i premi assicurativi su danni provocati dall’incendio allo stabile e a terzi: dai risultati l’indagato aveva infatti stipulato polizze assicurative per svariate centinaia di migliaia di euro.

Condotto alla caserma dell’Arma di Montebelluna, Miglioranza, al termine delle formalità di rito, è stato incarcerato a Santa Bona.

Sono arrivate anche le parole del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che ha commentato  così l’arresto del settantenne: “L’accusa che ha portato all’arresto lascia increduli. Ma, in tanto orrore di una simile vicenda, è rassicurante il lavoro di indagine delle Forze dell’ordine che non si ferma davanti alle prime evidenze e prosegue imperterrito nei mesi. Mi congratulo con i Carabinieri di Montebelluna e tutti gli inquirenti per la professionalità e la costanza con cui sono arrivati a fare luce su un crimine che tanto ha turbato la comunità”.

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: Vigili del Fuoco).
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