Calcio, i 90 anni di Marcello Agnoletto: l’asolano dal Padova di Rocco all’azzurro, fino alle sfide con Boniperti e Bearzot

Quella di Marcello Agnoletto, 90 anni, è stata una vita dedicata al calcio. Dall’esordio con la maglia biancoceleste del Montebelluna al grande palcoscenico della Serie A e del calcio professionistico, passando per Padova, Vicenza, Sampdoria e Modena.

Nella sua “casa museo” ad Asolo, ricca di maglie, cimeli, giornali e aneddoti ha voluto ripercorrere la sua carriera calcistica, culminata anche con una presenza in maglia azzurra con la Nazionale.

Episodi ed esperienze che ancora oggi Marcello ricorda con piacere, raccontando le varie tappe della sua brillante carriera, da calciatore e anche da allenatore.

“Sono cresciuto calcisticamente nel Montebelluna per poi arrivare al Padova, dove ho avuto la fortuna di essere allenato dal grandissimo Nereo Rocco – afferma Marcello – Una grande persona oltre che grande mister, con lui davamo tutti il massimo in allenamento. Ricordo che quando giocavamo nello stadio di casa (l’Appiani per l’appunto) era una vera e propria bolgia quando giocavamo, stessa cosa a Vicenza allo Stadio Menti (dove arrivai qualche anno dopo)“.

Prima del mio arrivo al Vicenza (dove ho passato ben tre stagioni) – ricorda – Ho passato una stagione alla Sampdoria (ricordo con piacere il mio allenatore Lajos Czeiler) dove ho ottenuto, tra l’altro, la convocazione in maglia azzurra a Berna contro la Svizzera nella terza gara della coppa Internazionale. Fu fantastico anche se, devo ammettere, ero un po’ teso inizialmente: indossare quella maglia è veramente un qualcosa di unico”.

Marcello era un vero e proprio “tuttocampista” e in campo dava tutto, anche di più, incitato dai tifosi (una volta a Vicenza, durante una partita di campionato in serie A, giocò addirittura con una doppia frattura a un dito del piede destro): “Ho giocato i derby veneti tra Vicenza e Padova, il derby genovese e devo dire che ho provato delle emozioni uniche. Aver militato in quei club per me è un motivo di orgoglio, in campo davo tutto me stesso”.

“Nel corso della mia carriera ho avuto inoltre la fortuna di sfidare grandi campioni come Gianpiero Boniperti, ricordo con piacere un mio goal segnato contro la sua Juventus, ma anche l’Inter (durante quei periodi era di gran lunga la squadra più forte in campionato). – commenta – Parlando di campioni, ho sfidato alcune volte anche Enzo Bearzot, ex commissario tecnico della Nazionale campione del mondo nel 1982 (amico dentro e fuori dal campo e che alcune volte è passato a trovare Marcello ad Asolo, tra l’altro una volta la settimana dopo la vittoria dei mondiali)”.

Marcello non ha rimpianti nel corso della sua vita, dove anche dopo il ritiro ha avuto modo di allenare i giovani del territorio: “Ringrazio Dio di essere arrivato a quest’età anche se ora ho un problema all’anca e devo ricorrere alle stampelle, è sempre bello comunque ripercorrere i ricordi della mia vita e della mia carriera, non cambierei nulla”.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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