Consegnati quasi 5 mila pacchi dono per Natale dagli Amici della Solidarietà di Montebelluna

Pacchi dono come un segno della vicinanza alle persone in difficoltà. La campagna lanciata sui social dall’associazione Amici della Solidarietà di Montebelluna ha avuto un importante successo.

Chi ha voluto aderire consegnava nei siti di raccolta un dono che contenesse qualche cosa di caldo, qualche cosa di dolce, qualche cosa che facesse sognare indirizzato a bambino, uomo o donna. Il successo dell’iniziativa ha permesso di rispondere alle esigenze di numerose associazioni della Marca.

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“Da un progetto che è partito in sordina – dicono i promotori dell’iniziativa – si è aperto un nuovo orizzonte, abbiamo riscoperto il senso del bene e del donare senza riserve. Siamo stati travolti da brividi di nuove energie, che ci hanno inondati d’amore e di bellezza. Ogni scatola consegnata e’ stata per noi una vera rinascita del cuore. Le 4378 scatole di natale riscalderanno l’intera provincia“.

L’Associazione Amici della solidarietà ha curato ladistribuzione nel Montebellunese: due furgoni carichi di pacchi dono consegnati immediatamente alla protezione civile e alle associazioni in rete con il coordinamento montebellunese, nessuno escluso, e all’associazione la Gerla.

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“Partecipare a questa iniziativa – dice Sara Mascarin di Amici della solidarietà -, ci ha fatto sentire la dolcezza del Natale e la tenerezza per giorni che fino alla Befana potranno allietare anche con l’effetto sorpresa oltre 1000 persone della zona di Montebelluna, con entusiasmo abbiamo risposto all’iniziativa che mostra quanto le associazioni di volontariato e i cittadini di questo territorio vivano concretamente il dono gratuito e anonimo. La lettura di alcuni biglietti e la bellezza delle decorazioni dei pacchi dono, hanno sottolineato una magia del Natale che la pandemia non ha annullato”.

Al ricevimento dei doni, guardando questo prezioso carico, Pasquale Cananzi, ha ricordato le parole di don Tonino Bello: “Concedere uno spazio non vale, se non si sa offrire del tempo. Il tetto non copre: ci vuole un lembo di vita. La minestra non scalda: occorre un alito umano. Dare un letto non basta, se non si sa dare la buona notte. Dare il pane, ma anche il tempo, l’ascolto, la vicinanza. E sempre con molta umiltà. Non con l’atteggiamento di chi si sente un benefattore. fate la carità in modo che i poveri ve la possano perdonare”.

(Fonte: Flavio Giuliano © Qdpnews.it).
(Foto: Amici della Solidarietà).
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