Dolore a Montebelluna per la morte di Leo Corazzin, l’angelo della Casa di Riposo “Umberto I”: “Sei stato un grande volontario, non ti dimenticheremo”

Questa mattina è mancato all’affetto dei suoi cari Leo Corazzin, persona molto conosciuta a Montebelluna per il suo impegno a favore della Casa di Riposo “Umberto I”.

Residente a San Gaetano, Corazzin ha lavorato per molti anni come impresario edile.

In città sono in molti a ricordare la sua generosità e il suo grande impegno come volontario con l’Associazione Volontari Ospedalieri Montebelluna Odv (Avo) e con gli “Amici della Casa di Riposo”.

“Era molto generoso con tutti – racconta un amico – Ha fatto diverse donazioni per la casa di riposo di Montebelluna, alla quale era molto affezionato. A Pasqua, per esempio, regalava le uova di cioccolato agli anziani e prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria, due anni e mezzo fa, ha organizzato a spese sue, aiutato da alcuni volontari, una festa per gli ospiti della struttura”.

Per questo motivo ha ricevuto un attestato di benemerenza dalla Casa di Riposo Umberto I, grata a Corazzin per la vicinanza dimostrata nei confronti degli ospiti e del personale.

“Un amico ci ha lasciato – si legge in una nota social degli Amici della Casa di Riposo di Montebelluna – Ciao Leo, sei stato un grande volontario, una persona generosa, che il viaggio ti sia lieve. Non ti dimenticheremo”.

“Era molto attivo nel volontariato e sempre presente per la Casa di Riposo Umberto I – commenta l’assessore Elzo Severin – Sono davvero amareggiato per questa notizia, non sapevo che stesse male”.

Ha fatto tanto per la nostra realtà e il suo obiettivo era quello di donare un sorriso ai residenti – spiegano dalla casa di riposo montebellunese – Prima dell’emergenza Covid ha portato il ‘mondo’ dentro la struttura: ha invitato gli zampognari con le pecore a Natale, ha organizzato un torneo di calcetto senza dimenticare le anguriate, il gelato e la tombola. Recentemente ci è stata donata una cioccolatiera e lui ha comprato le bustine di cioccolata Ciobar e il latte, così non ci siamo fatti mancare la cioccolata calda in inverno”.

“Faceva tutto questo non per dimostrare ma per esserci – concludono – Era una persona semplice, genuina e molto altruista. Grazie a Leo la casa di riposo è diventata un luogo aperto alla comunità: per lui gli anziani non dovevano essere dimenticati perché sono delle persone. Ricordiamo anche quando ci ha portato i contenitori per le piante, la terra e i fiori per fare giardinaggio: ci mancherà la sua ‘sensibilità rumorosa’”.

“Leo Corazzin ha seminato bene nella sua vita – commenta il sindaco Adalberto Bordin -, ha fatto parte di quella schiera di persone che si danno al prossimo senza riserve. Lascia un vuoto a Montebelluna per tutto ciò che ha fatto per gli anziani con il cuore, con passione e con le proprie risorse, senza volere nulla in cambio. Ha aiutato a rendere la Casa di Riposo Umberto I non una cittadella fortificata, ma una struttura che dialoga con l’esterno così come dovrebbe essere per il bene degli anziani ospiti e non solo di loro”.

Leo Corazzin era molto legato ai suoi nipoti, che aveva coinvolto in alcune iniziative per la casa di riposo come la Festa della Famiglia.

(Foto: per concessione di un amico).
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