Irriducibile Riccardo Coras, il montebellunese è quinto all’Ultra Maratona più lunga d’Europa: “Un momento indescrivibile”

Ad aggiudicarsi la quinta posizione all’ultra maratona più lunga d’Europa è il 46enne montebellunese Riccardo Coras, che nella vita fa come lavoro l’istruttore di scuola guida. Si tratta di una corsa di resistenza a piedi sul tracciato della famosa Milano Sanremo quella portata a termine dall’atleta.

La classica Milano-Sanremo, non in bici ma stavolta tutta di corsa lungo un percorso, definito “il più lungo d’Europa” (per distanza), consiste in ben 283 km attraverso le pianure e gli appennini che separano la metropoli lombarda dalla città del Festival per eccellenza (sono circa una sessantina i partecipanti provenienti da tutta Italia e dall’estero).

“Dopo 283 chilometri e 47 ore e 15 minuti di corsa ho tagliato il traguardo a Sanremo – racconta Riccardo Coras – sono arrivato quinto, per me è un risultato strepitoso, una vera impresa, una prova di resistenza come poche anche perché durante le 47 ore di gara sono riuscito a dormire solamente per 50 minuti. Sono partito venerdì 10 settembre alle ore 10 di mattina e sono arrivato domenica, dopo due giorni, alle 9.11”.

“Una volta tagliato il traguardo mi sono sentito benissimo, per me è stato un momento di gioia particolare, difficile da descrivere, come da tradizione una volta arrivato a Sanremo mi sono buttato nell’acqua del mare e ho fatto il bagno. – continua il racconto Coras – Sono convinto di essere riuscito a resistere allo sforzo grazie all’adrenalina che mi ha dato la forza di continuare e di non sentire la fatica, sapevo che ero ben piazzato e questo mi ha fatto stringere i denti per andare avanti. Intorno al 120esimo chilometro ho dormito un po’ ma siccome sapevo di essere in una posizione avanzata l’adrenalina era più forte del sonno, ho lottato per la posizione”.

Una prova di “endurance” con poche soste per riposare e dove ogni secondo perso può essere regalato ad un altro concorrente. Allenamento e preparazione non possono dunque essere improvvisate, ma Coras è abituato alla fatica: dal 2009 l’atleta ha iniziato prima con le maratone, per poi passare alle ultra maratone da 100 km.

Occorre una preparazione fatta di costanza: “Mi sono allenato in questo ultimo periodo non solo nella corsa, ho iniziato a praticare anche del nuoto e della bicicletta, l’importante è sempre essere costanti e soprattutto allenarsi alla distanza e alla solitudine, perché in molti tratti si è veramente da soli” prosegue Coras.

“In futuro – conclude – continuerò ad allenarmi, sempre restando con i piedi per terra, divertendomi e magari, se riuscirò, proverò anche altre ultramaratone più importanti”.

(Foto: per gentile concessione di Riccardo Coras).
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