Montebelluna, crescono le adesioni alla petizione per modificare il progetto del sottopasso ferroviario e salvare il boschetto e l’area verde

Chi transita in treno sulla linea Padova-Montebelluna-Calalzo magari non lo avrà neanche notato, confondendolo con altra vegetazione che si trova lungo il binario unico, ora elettrificato. Ma il boschetto che si trova vicino al passaggio a livello di via Bergamo e via Trevignano, tra il quartiere Bertoli e la frazione di San Gaetano di Montebelluna, deve avere qualcosa di speciale se la petizione per salvarlo dal progetto del futuro sottopasso ha raggiunto in pochi giorni quasi 800 adesioni (qui l’articolo).

I promotori, utilizzando la piattaforma Change.org, avevano posto l’obiettivo di mille firme, per avere un maggior peso da portare al tavolo della trattativa che le istituzioni coinvolte dovranno intavolare. Regione Veneto, Ferrovie dello Stato e Comune di Montebelluna sono i destinatari dell’appello per modificare il progetto spostando altrove il futuro asse viario che dovrà passare sotto la ferrovia. L’obiettivo è eliminare il passaggio a livello che si chiude per circa 6 minuti ogni ora.

Commenti e reazioni in rete non mancano. C’è chi fa riferimento ad annose e inutili battaglie contro la Superstrada Pedemontana, opera di ben altre dimensioni rispetto a quella in questione, tanto che il comitato spontaneo “La campagna verde” risponde: “Facciamo quel che possiamo… qui l’opera non è così importante e con un po’ di buona volontà si trova una soluzione praticabile”.

“Basta correre, basta fretta – aggiunge un’altra cittadina – va preservato ormai quel fazzoletto di verde che rimane qua e là. Possibile che siamo capaci di pensare solo al qui e ora senza avere una visione per le generazioni future?”. Anche da fuori provincia, precisamente da Verona, arriva la solidarietà per l’iniziativa. “Via Salvo d’Acquisto è una via alberata in centro di Verona dove sono stati abbattuti 35 alberi (i così detti alberi di Giuda da una fioritura eccezionale a primavera) presenti da più di 70 anni in seguito a eventi atmosferici eccezionali o a malattia. L’azienda municipalizzata burocraticamente si rifiuta di integrarli (sostituirli, ndr), adducendo come scusa fittizia la presenza di sottoservizi (sempre esistiti o creati a successivamente come la fibra ottica di fastweb)”.

Esponenti dell’amministrazione comunale e anche della minoranza di Montebelluna hanno già dichiarato di voler tenere conto di queste osservazioni e delle istanze del comitato per arrivare ad una modifica del progetto che salvaguardi l’area boscata.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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