Ponte di Bassano imbrattato da giovani di Montebelluna e Giavera. Piovesan (Ana Treviso): “Questi ragazzi meritano una lezione esemplare”

“Questi ragazzi meritano una lezione esemplare, non ci sono attenuanti”, è il commento del presidente degli Alpini di Treviso, Marco Piovesan, a quanto hanno fatto al ponte di Bassano del Grappa, appena restaurato.

Sabato notte quattro giovani di Montebelluna, uno di Giavera del Montello e uno di Rossano Veneto, hanno imbrattato lo storico Ponte degli Alpini con un pennarello indelebile e uno spray, fregiandolo poi con un mazzo di chiavi. Sono tutti giovani con età compresa tra i 19 e i 21 anni, alcuni studenti universitari altri operai. Il “commando” di vandali era partito con il treno delle 20,08 da Montebelluna, tre ragazzi e due ragazze, un sesto giovane, di Rossano Veneto, li ha attesi alla stazione di Bassano.

Non si è affatto trattato di una bravata – prosegue il capo delle Penne Nere di Treviso, Marco Piovesan, estremamente sconvolto da quanto accaduto, ancor più perché egli stesso è di Montebelluna -. Costoro sono partiti con predeterminazione. Non si va via per una serata con pennarello e vernice se non si ha un preciso obiettivo, quello di commettere un atto di vandalismo. Resto perplesso nel vedere che dei giovani si lancino in un’azione simile, significa non avere alcun rispetto in generale”.

Il Ponte – dice ancora Piovesan – è stato restaurato grazie a soldi pubblici, anche tanti, e grazie a tante azioni di volontariato. Per loro ci andrebbe un bel servizio civile, così che possano capire cosa significhi fare volontariato e quanto sia dura”.

Le tante telecamere sparse nell’area hanno immortalato la loro azione. Il comandante della Polizia locale bassanese ha lanciato un appello affinché si costituissero. E’ spuntato soltanto l’unico vicentino della gang di vandali che ha fatto i nomi degli autori materiali del gesto, un montebellunese e il giovane di Giavera, e degli altri amici presenti, colpevoli quasi quanto loro per non essere intervenuti e per non aver denunciato il fatto.

“Mi ha fatto piacere che almeno uno dei ragazzi si sia costituito – commenta Marco Piovesan -, forse colpito dal rimorso”.

Il governatore Luca Zaia è intervenuto con fermezza, appena venuto a conoscenza del fatto: “Imbrattare il Ponte di Bassano è un’offesa a tutto il Veneto che in esso ha uno dei suoi più importanti simboli storici – ha scritto sul suo profilo Facebook -. Esprimo sdegno e riprovazione per il gesto. I presunti autori sono sei giovanissimi; spero, quindi, che abbiano tutto il tempo di crescere e capire cosa rappresenta il ponte palladiano per la comunità bassanese e per la nostra regione“.

“Condivido la rabbia e lo sgomento dei cittadini bassanesi e dell’Associazione Alpini, nonché la soddisfazione per il fatto che i writers siano stati identificati, grazie all’ottimo lavoro degli investigatori e della polizia locale. La Giustizia – spiega Zaia – farà il corso che il caso richiede ma sono certo, se le responsabilità verranno confermate, che ai protagonisti della grave ragazzata non farebbe male partecipare ad un po’ di sano volontariato proprio a fianco delle Penne nere“.

“Acquisirebbero quella coscienza e quei valori che, – conclude – con un atto così scriteriato, hanno dimostrato di non conoscere”.

Una punizione che il presidente degli Alpini di Treviso, Marco Piovesan, avrebbe già anche individuato: “Li obblighino a venire a un nostro bel campo scuola. Capirebbero che quel che hanno fatto non è una leggerezza e che ogni azione ha una sua conseguenza”.

(Foto: Facebook).
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