Si è svolta martedì, alla scuola primaria Saccardo, la cerimonia ufficiale di chiusura del biennio dedicato al progetto Charta dei Giardini, un’iniziativa nata per promuovere la biodiversità e la cura dell’ambiente anche in contesti urbani.
La scuola montebellunese è stata la prima in Italia ad aderire formalmente alla Charta, grazie alla collaborazione con il WWF, segnando un primato nazionale in tema di educazione ambientale.
La Charta dei Giardini, nata nel 2007 a Ginevra su iniziativa dell’Associazione del quartiere Conches, si basa su semplici regole per trasformare giardini e spazi verdi in ambienti favorevoli alla fauna e alla flora locale. Il suo obiettivo è favorire la biodiversità, anche in contesti urbanizzati e impoveriti dall’attività umana.


Il progetto ha iniziato a prendere forma nel 2021 e una decisa spinta nel 2023 grazie anche al sostegno dei fondi PNRR. Determinante è stato l’appoggio del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo 2, Mario De Bortoli, ed il contributo di Ida Frassetto, coordinatrice per IC2, dell’architetto Claudio Mistura dell’associazione Salvatica, del Comitato Genitori e del Comune di Montebelluna, che ha supportato le attività.
Durante l’evento sono stati presentati i risultati concreti di questo percorso partecipato, che ha coinvolto attivamente alunni, docenti, famiglie e istituzioni. Tra gli elementi più significativi, il prato fiorito selvatico all’ingresso della scuola, pensato per vivere su suolo magro e soggetto a un solo taglio annuo a fine agosto, e le due aiuole “rocciose” con ciottoli del Piave e biancone del Grappa, dove crescono piante aromatiche. A questi si aggiungono una siepe con essenze come ligustro, tiglio, corniolo e salice, e vari spazi dedicati alla didattica all’aperto.
Alla scuola Saccardo, tutto il progetto è stato pensato e realizzato insieme agli alunni e alle alunne: attraverso ore di lezione dedicate curate dall’architetto Mistura, gli studenti e le studentesse hanno immaginato e progettato i nuovi spazi scolastici, dando voce concreta alle loro idee. L’approccio educativo ha valorizzato la partecipazione attiva e l’esperienza diretta, trasformando l’area esterna in un vero laboratorio di ecologia urbana.


Già negli anni precedenti la scuola aveva avviato attività analoghe con la coltivazione di un orto, grazie alla collaborazione dell’azienda agricola Martignago, che tuttora continua dando prodotti che poi vengono consumati dagli studenti stessi. Ora, concluso con successo il biennio, si guarda al futuro con l’obiettivo di completare il progetto: il prossimo passo sarà la realizzazione di uno stagno didattico con larici, simile a quello già presente presso la scuola media Dante Alighieri di Biadene che pure ha poi aderito alla Charta dei Giardini.
Ha sottolineato il sindaco Adalberto Bordin, presente con il vicesindaco Claudio Borgia e l’assessore all’istruzione Debora Varaschin: “Un’esperienza che non solo ha trasformato l’aspetto della scuola, ma ha rafforzato la consapevolezza ambientale della comunità scolastica, dando un esempio concreto di come anche le nuove generazioni possano diventare custodi attivi della natura. Il progetto Charta dei Giardini dimostra che la sostenibilità può essere insegnata, vissuta e progettata, partendo proprio dai luoghi in cui crescono e si formano i nostri ragazzi. Il coinvolgimento diretto degli alunni, degli insegnanti, dei genitori e di realtà professionali locali ha fatto la differenza, restituendo alla scuola n’identità ancora più radicata nella cura dell’ambiente e nella responsabilità condivisa. Ci auguriamo che questo progetto possa proseguire anche nei prossimi anni e ispirare altri istituti a seguire la stessa strada”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Comune di Montebelluna)
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