“Aprire la biblioteca di Montebelluna in orari extra”. Questa la richiesta contenuta in una petizione promossa da Giacomo Azzari, studente universitario montebellunese (in Ingegneria elettronica all’Università di Padova), insieme ad altri coetanei che frequentano abitualmente quegli spazi come luogo di studio, che in breve ha già superato le 200 firme.
Una mobilitazione studentesca che ha già raccolto diversi consensi sul territorio. “A testimonianza di un bisogno concreto, urgente e profondamente sentito dalla comunità giovanile e universitaria di Montebelluna e dintorni (infatti, di questi, oltre ad un centinaio di firme della zona di Montebelluna – che già da sé supererebbero la capienza della biblioteca stessa – ne sono arrivate dai comuni di Trevignano, Cornuda, Crocetta, Caerano, Altivole, Asolo, Volpago, Giavera, Valdobbiadene, Paese e altri ancora) – spiegano i promotori della petizione -. Il problema riguarda l’accesso fortemente limitato alla struttura bibliotecaria: questa rimane chiusa attualmente il lunedì mattina, il sabato pomeriggio e la domenica, costringendo gli studenti a ripiegare su contesti domestici meno produttivi”.
“Nondimeno, nei giorni e negli orari di apertura ordinaria vi è un forte sovraffollamento delle sale, specialmente nei periodi critici di preparazione degli esami (‘in sessione’) – proseguono gli studenti universitari – Riteniamo che un primo passo per migliorare la qualità del servizio sia quella di estendere dunque gli orari, in linea con quelle che sono le biblioteche delle città universitarie (ma d’altronde Montebelluna stessa è, pur non avendo sedi universitarie, un importante polo universitario per l’Alto Trevigiano)”.
“La nostra comunque non vuole essere una protesta verso l’Amministrazione comunale o tantomeno la biblioteca (che riteniamo invece un importantissimo e preziosissimo ambiente nella nostra città, a cui siamo profondamente legati e di cui siamo grati) – precisano i promotori della raccolta firme -. Piuttosto è una proposta di collaborazione attiva: chiediamo l’estensione degli orari in queste fasce critiche offrendo il nostro impegno in prima persona”.
Da qui l’idea: “Proponiamo al Comune un modello di autogestione o volontariato studentesco per presidiare gli spazi, in modo da rendere il progetto sostenibile ed economicamente abbordabile per l’Amministrazione. Chiediamo l’apertura delle sole sale studio, mantenendo sospesi, fuori dagli orari di ordinaria apertura, i servizi che richiedono personale specializzato (come il prestito bibliotecario, la ludoteca, il bar)”.
“Chiediamo dunque all’Amministrazione comunale di Montebelluna di estendere gli orari di apertura della biblioteca, garantendo l’accesso anche il lunedì mattina, il sabato pomeriggio e la domenica – concludono gli studenti -. In aggiunta chiediamo che gli orari giornalieri vengano prolungati di qualche ora tutti i giorni della settimana, in accordo con la maggior parte delle biblioteche studentesche nelle città universitarie (nelle quali è norma trovare biblioteche aperte dalle 8.00 alle 23.00)”.


Stimolato sull’argomento, questa la risposta conciliante del sindaco Adalberto Bordin: “Credo sia difficile dal punto di vista tecnico e normativo avviare una sorta di ‘autogestione’, ma faremo tutte le verifiche del caso e stiamo comunque facendo approfondimenti per vedere se ci siano altre soluzioni – il commento del primo cittadino -. Da parte nostra c’è la massima disponibilità a venire incontro alle istanze degli studenti e di chi ha sottoscritto la petizione. Tanto per capirci, gli orari richiesti sono quelli della biblioteca di Venezia, per cui dobbiamo vedere bene se abbiamo le risorse per sostenere uno sforzo simile. Ma faremo tutto il possibile per soddisfare le richieste che ci sono pervenute”.
(Autore: Alessandro Lanza)
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