Il talento di Nicola Congiu conquista i caeranesi: dal “sogno americano” grazie a Steve Binder al successo di oggi

Giovedì sera la Sagra di Caerano di San Marco ha avuto l’occasione di ospitare Nicola Congiu, un artista internazionale di origine sarda noto per il suo importante background artistico. Nel corso della sua carriera ha avuto l’opportunità di aprire concerti di molte Star internazionali facendosi apprezzare anche oltreoceano.  

Presidente della Pro Loco, Giuseppe Spagnol: “E’ un piacere e motivo d’orgoglio avere qui con noi un artista di questo calibro, siamo contenti di aver avuto una grande partecipazione e riscontro da parte di tutta la nostra cittadinanza.”

Da dove nasce la tua passione per il canto ? 

“È nata quando sono nato io. Io credo di essere nato già con questa “vocazione”. Da bambino ho sempre cantato seguendo quelli che erano un po i miei gusti e le mie emozioni interiori legate ad un certo tipo di musica. Il mio primo amore musicalmente parlando, è stato il rock and roll e il mondo americano degli anni ‘50- ‘60, poi con il tempo da una passione si è trasformato in una vera e propria professione e quindi ho iniziato ad esplorare e ascoltare altri stili musicali.

Quali sono i tuoi idoli musicali e come hanno influenzato il tuo stile ? 

“In primis c’è Elvis Presley, poi altri cantanti importanti come Tom Jones, Little Richard e tutto il mondo dell’hard rock degli anni ’80, con gruppi come i Rainbow e i Queen. Sono sempre stato affascinato dalle belle voci, dai cantanti che avevano sostanza e qualcosa di concreto da esprimere. Loro sono stati i miei veri maestri: non avendo mai seguito un percorso didattico o accademico, mi hanno fatto da esempio e da modello di preparazione.”

Oltre ai palchi dei concerti hai calcato anche quelli televisivi, in particolare grazie a Paolo Limiti. Come lo hai conosciuto ? 

“Paolo l’ho conosciuto tramite il suo agente che mi vide in un esibizione canora su Rete 4 e mi chiese se fossi interessato a fare un provino per Paolo, dato che stava cercando nuove voci per il suo programma “Ci vediamo in tv”. Supero il provino nel 2001 e partecipo all’ultima edizione. Inoltre ho preso parte a “Domenica in” con Massimo Giletti e Mara Venier.”

Il momento di svolta è stato l’incontro casuale con il regista Binder, com’è avvenuto ?

“Nel novembre del 2006 mi trovavo in Belgio per una serata tributo a Elvis organizzata dal fan club Belga, con il quale avevo già collaborato. Lì si trovava anche Steve Binder in vacanza con la moglie, invitato per l’occasione.  Sentendomi cantare si è innamorato di me artisticamente e mi ha portato in America dove è iniziata una bella avventura che è durata un bel po’ di anni. Tra Los Angeles e un periodo di permanenza di quasi un anno in California con mia moglie, ho vissuto un esperienza fantastica che mi ha permesso di toccare palchi pazzeschi: ho aperto i concerti dei Chicago e dei Dobbie Brothers durante la loro tournée del 2008 e ho cantato per il Taking Chances World Tour di Celine Dion a Johannesburg.”

Che ricordi ha di quel periodo e com’è stato condividere il palco con quei “giganti”?

“Faccio sempre fatica a raccontare queste cose perchè è come se non le avessi mai vissute, è quasi un sogno. Poi sono passati anche 20 anni, rimangono dei ricordi ma la sensazione è quella di aver fatto un altra vita, mi chiedo ancora se sia successo veramente tutto questo”.  

Improvvisamente questa bella parentesi si è interrotta: come ha vissuto quel momento ?

“ La vita è fatta di momenti che vanno vissuti e a volte come nel mio caso, devi accettare che quando è ora di fermarsi. Purtroppo era venuto a mancare il mio promoter, una settimana dopo averlo conosciuto e questo ha destabilizzato il percorso. In più dopo aver trascorso un anno in America iniziavo a sentire la nostalgia dell’Italia: sentivo il bisogno di ricaricarmi tornando al mio paese. Amo gli Stati Uniti ma è stata una prova forte per me, forse a quell’età non ero ancora cosi forgiato, magari adesso riuscirei a gestirla in modo diverso. L’importante è aver vissuto quei momenti, conservare dei ricordi belli e sapere di aver fatto le cose nel modo giusto”.

Oggi sta proseguendo come autodidatta o si appoggia a qualche etichetta o compagnia ? 

“ Io sono molto istintivo, accanto al mio format dedicato ad Elvis, sta nascendo un nuovo progetto che esprime la mia essenza musicale artistica: Niko Timeless. Le canzoni che il tempo non cancella”. Un modo per ritornare al gusto musical degli anni ‘60 caratterizzato da quell’atmosfera soul e di profondità che mi ha sempre catturato”.  

(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto e video: Francesca Battilana)
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