Da rudere a “cattedrale del futuro”: inaugurato il nuovo polo scolastico

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Una grande partecipazione di cittadini, famiglie e bambini ha accompagnato questa mattina l’inaugurazione ufficiale del nuovo polo scolastico di Cornuda, realizzata nell’area dell’ex Salumificio.

L’opera, dal valore complessivo di 17 milioni di euro con 11 milioni di contributi pubblici, mette a disposizione 5.881 metri quadrati di edifici, 36 aule e laboratori, un auditorium da 153 posti, una mensa, una palestra omologata Coni e 5.200 metri quadrati di verde, serviti da 486 pannelli fotovoltaici per una potenza di 210,3 kW. Ripercorrendo la storia dell’intervento partito con l’acquisizione all’asta nel 2017, il sindaco Enrico Gallina ha espresso grande emozione e ha risposto alle vecchie critiche di chi proponeva solo di ristrutturare i vecchi plessi risalenti agli anni Sessanta. “Siamo passati da un’area abbandonata, degradata e pericolosa a una zona interamente riqualificata, raddoppiando le superfici utili e garantendo massima sicurezza ai nostri ragazzi”, ha dichiarato il primo cittadino, aggiungendo che “il Gestore dei Servizi Energetici sta erogando ulteriori 1,6 milioni di euro nelle casse comunali, a testimonianza della bontà di un investimento storico per un paese di 6.000 abitanti”.

L’ex sindaco e attuale consigliere provinciale Claudio Sartor ha rievocato i primi passi dell’opera, ricordando la trattativa avviata dieci anni fa per rilevare il sito dal fallimento e inserendo il progetto in un bilancio di 34 milioni di euro di investimenti pubblici realizzati nell’ultimo decennio a Cornuda. Per spiegare lo spirito dell’iniziativa, Sartor ha citato la parabola medievale dei tre tagliapietre. “Qualcuno ci diceva che eravamo dei pazzi o che stavamo facendo un azzardo, ma noi avevamo in mente di costruire una cattedrale”, ha affermato l’ex primo cittadino. “Abbiamo realizzato un’opera con il coraggio e la visione di chi sa che non la vive solo per se stesso, ma la consegna come valore morale e di futuro alle prossime generazioni”.

Il consigliere regionale Riccardo Barbisan, portando i saluti del presidente Alberto Stefani, ha sottolineato il primato della provincia di Treviso e del Veneto nella promozione dell’edilizia scolastica sicura, raccontando un aneddoto legato a un sopralluogo svolto anni fa nell’ex Salumificio insieme a Sartor. “All’epoca io vedevo soltanto un rudere abbandonato, mentre lui vedeva già la scuola finita e la cittadella per i ragazzi”, ha ricordato Barbisan, prima di rivolgere un messaggio diretto agli studenti presenti. “Abbiate un rispetto profondo per questa struttura e fate in modo che altre generazioni possano godere di una scuola ben utilizzata e non rovinata”.

L’onorevole Ingrid Bisa ha rimarcato il valore strategico della sinergia istituzionale e la capacità del Comune di intercettare i fondi del Pnrr, evidenziando il ruolo di guida per l’intera Pedemontana. “Grandi obiettivi come questo si raggiungono perché c’è sempre una filiera istituzionale che lavora in sintonia e non lascia mai sole le amministrazioni”, ha spiegato l’onorevole. “Si tratta di interventi lungimiranti capaci di mettere a terra opere destinate a garantire l’educazione e la socializzazione dei nostri giovani in spazi idonei e all’avanguardia”.

L’accento sulla dimensione educativa e sociale dell’opera è stato posto anche dall’onorevole Marina Marchetto Aliprandi, la quale si è detta emozionata per il percorso compiuto dal paese e si è collegata al valore formativo delle attività motorie nella nuova palestra omologata. “Oggi non abbiamo semplicemente inaugurato dei muri o una palestra, ma abbiamo inaugurato il futuro dei nostri ragazzi”, ha sottolineato l’onorevole. “A tanti giovani nel mondo non è dato avere un’istruzione: voi siete fortunati, ricordatevi che la fortuna va meritata con l’impegno, il rispetto degli insegnanti e i valori dello sport inclusivo che insegna a rialzarsi dopo ogni caduta”.

Intervenuta a nome dell’Ufficio scolastico territoriale per portare i saluti del dirigente Massimiliano Salvador, la professoressa Francesca Pastro ha ribadito la centralità del polo scolastico per la crescita civile della comunità. “Abbiate cura di questi spazi perché qui si formano i cittadini del domani, dai futuri medici e avvocati agli artigiani e ai tecnici di cui la società ha bisogno”, ha evidenziato la docente. “Imparate a scoprire i vostri talenti e ad avere un occhio di riguardo per chi è più debole, affinché questo luogo sia una vera casa comune aperta anche alle associazioni”.

Il dirigente scolastico Michele Tibaldo ha illustrato i modelli didattici innovativi previsti dal nuovo plesso, dalla didattica per ambienti di apprendimento del modello Dada alle curvature tecnologiche e sportive, fino alla valutazione formativa. Tibaldo ha voluto però rimarcare che il valore fondamentale resta quello umano. “Una scuola moderna è un segno concreto di fiducia nei giovani, ma la scuola è fatta prima di tutto dalle persone che la vivono”, ha affermato il preside. “Dietro ogni innovazione ci sono insegnanti che svolgono una missione quotidiana di cura, capaci di ascoltare, accogliere e valorizzare ogni studente nella sua unicità”.

La cerimonia si è conclusa con i dettagli tecnici e operativi raccontati dall’architetto dello Studio Simeoni, che ha rappresentato il gruppo di progettazione e direzione lavori nel descrivere le complessità logistiche affrontate, tra quattro gru simultaneamente in movimento ed oltre cinquecento autobetoniere entrate dal varco della provinciale. L’architetto ha espresso grande soddisfazione per la conduzione delle opere da parte delle imprese appaltatrici. “In un cantiere da 17 milioni di euro di straordinaria complessità abbiamo registrato zero infortuni sul lavoro”, ha concluso il professionista. “Questo risultato rappresenta un motivo di grandissimo orgoglio e un esempio virtuoso da portare nei centri di formazione sulla sicurezza”.

(Autore: Francesco Bruni)
(Foto e video: Francesco Bruni)
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