Davide Mondin e il ruolo dell’IA: “Delegando la fatica, deleghiamo l’apprendimento”

Nella serata di ieri, venerdì 28 agosto, il comune di Pederobba ha accolto il concittadino Davide Mondin, dottorando al MIT (Massachussets Institute of Technology) di Boston. 

Durante l’incontro si è parlato di intelligenza artificiale e computer quantistici, due temi centrali nella quotidianità di tutti destinati ad acquisire un ruolo sempre più rilevante nella nostra società. Per questo motivo,Davide ha cercato di fare luce su questi argomenti cercando di spiegare l’impatto che hanno avuto e che continueranno ad avere in futuro. 

Nella prima parte della serata, il ricercatore ha ripercorso brevemente la nascita e lo sviluppo dei primi calcolatori: dal 1906 quando si iniziò a parlare della valvola termoionica, fino al 1947 con la nascita di un vero e proprio computer. Le dimensioni erano maggiori rispetto a quelle degli schermi a cui siamo abituati oggigiorno, infatti occupava un intera stanza (9×30 metri).

Nella seconda parte della serata Mondin, si è concentrato sulla nascita dell’intelligenza artificiale, specificando che non si limita ai chatbot che usiamo comunemente per chiedere qualsiasi tipo di informazione (come chatgpt), ma si suddivide in  molteplici aree: 

  • Conversazione e assistenza, con l’uso di chat bot o assistenti virtuali che risolvono i problemi h24;
  • Creazione di contenuti, attraverso la generazione di immagini e video o la trasformazione di testi scritti in messaggi vocali (software text to speech);
  • Elaborazione del linguaggio, con la traduzione istantanea di un testo in una lingua diversa;
  • Algoritmi social , che personalizzano i contenuti in base ai post visti di recente;
  • Nel settore industriale, usando la robotica come ausilio per il contrlllo di qualità nelle aziende;

Large language models

Una funzione particolare quella dei Grandi modelli di linguaggio, perché permette di completare una frase in modo coerente basandosi sul contesto fornito dall’utente. Questi modelli operano attraverso il calcolo statistico e l’analisi delle probabilità: sfruttando la tecnologia dei Transformer, il sistema esamina le parole precedenti e attinge a una gigantesca mole di testi digitali analizzati durante la fase di addestramento generando così la parola successiva più adatta.

Ultimo tema affrontato, ma non meno importante, è stato il ruolo che l’IA sta esercitando nell’educazione. Il giovane ricercatore sostiene che i compiti che oggi vengono delegati all’intelligenza artificiale coincidono con le competenze che ogni studente dovrebbe acquisire, durante il percorso scolastico. Quindi senza rendercene conto “derogando la fatica, si sta derogando anche l’apprendimento.”

(Autrice: Francesca Battilana)
(Foto: Francesca Battilana)
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