“La leggenda diventa gara”: il 30 agosto la prima del Palio delle Anguane a Ciano

“La leggenda diventa gara”. Sarà una prima assoluta quella che andrà in scena domenica 30 agosto, a partire dalle 16, a Ciano del Montello, nell’ambito del Ciano Beer Fest, dove debutterà il Palio delle Anguane, che rievoca l’omonima leggenda locale (vedi sotto), pensato, ideato e organizzato dalla squadra del Palio dei Lovi (lupi) di Crocetta del Montello, di recente protagonista anche in “trasferta” ai Bisnenti di Giavera del Montello, con l’Asd Mcp.

“Il Palio è alla sua prima edizione, ma contiamo di crescere e farlo diventare un evento annuale fisso – spiegano i promotori dell’iniziativa – Ci saranno 3 categorie: maschile, femminile e Iron man. Verranno premiati la sera stessa i primi tre di ogni categoria e, nello specifico: coppa ai primi classificati delle tre categorie, premio miglior anguana (abbigliamento atleta femminile) e drappo miglior assoluto categoria maschile e drappo miglior assoluto categoria femminile. L’evento sarà aperto a tutti, anche ai paesi limitrofi, e non solo alle squadre dei Palio ma anche a gruppi di amici, squadre sportive o altri”.

Iscrizioni online entro il 23 agosto. Poi l’avvicinamento vero e proprio all’evento, con le prove ufficiali (il 24 e 25 agosto), la presentazione dei drappi e della “Gorga” (l’imbarcazione ufficiale su ruote della manifestazione fornita dall’organizzazione) nella serata del 29 agosto e, infine, la gara il 30 con ritrovo squadre alle 16, partenza alle 17 e premiazioni alle 19.30.

“L’Amministrazione comunale ritiene particolarmente importante sostenere iniziative come questa, capaci di coniugare attività sportiva, valorizzazione delle tradizioni locali e promozione del territorio – commenta la sindaca Marianella Tormena – L’auspicio è che il Palio possa crescere negli anni e diventare un appuntamento sempre più conosciuto e capace di coinvolgere anche persone e partecipanti dei comuni vicini”.

In concomitanza, come detto, si svolgerà anche il Ciano Beer Fest (in programma del 26 al 31 agosto), nella cui area sono previste alle 19.30 le premiazioni e alle 21.30 il concerto dei Turbo Max. Sport e convivialità si incontreranno dunque in un’unica grande festa per un momento di partecipazione di tutta la comunità.

La leggenda dell’Anguana di Condugol

Si dice che, un tempo, Ciano del Montello non stesse così in alto ai piedi del Montello ma in basso, nelle grave del Piave, con il nome di Condugol. Il fiume era vita, ma spesso portava via campi, case e sogni. Nelle sue acque, infatti, viveva un’anguana, metà donna e metà pesce, che cantava melodie incantando chi osava avvicinarsi. Si racconta che il suo canto potesse richiamare le piene quando il paese si mostrava arrogante o smemorato.

Dopo l’ennesima alluvione, i contadini decisero di salire più su, al riparo, per fondare il nuovo paese. Ma nessuno osava abbandonare del tutto l’anguana. Temuta e rispettata, era parte della loro storia e della loro terra. Così, in un gesto a metà tra rito e sfida, tre giovani la caricarono su una carriola e, tra sudore e fatica, la spinsero su, lungo gli argini.

La gente li seguiva in silenzio, come in processione. I tre uomini si alternavano nella fatica, i muscoli tesi, il fiato corto, mentre l’anguana si lasciava trasportare come una regina, con il volto fiero e lo sguardo rivolto verso l’alto. La carriola scricchiolava, la terra sotto i piedi scivolava, ma nessuno osò fermarsi: portare la creatura del Piave fino al colle significava liberarsi del giogo del fiume, strappargli il diritto di comandare le loro vite.

Giunti in cima, l’anguana parlò con voce limpida come l’acqua del fiume: “Questo non è il mio regno. Io appartengo alla Piave, ai suoi gorghi e ai suoi segreti. Ma voi, uomini e donne di Condugol, avete mostrato forza e rispetto, e non dimenticherò il vostro coraggio. Io tornerò alle acque, ma vi lascerò la pace. Da oggi il nuovo paese sarà libero dall’ira delle mie piene.”

E così venne riaccompagnata nelle Grave dove si immerse, lasciando il paese in pace. La memoria di quella corsa in carriola non andò perduta: ogni volta che il paese celebra la sua storia, ricorda l’impresa dei tre uomini che spinsero l’anguana su per la salita, e il patto sigillato tra il fiume e la comunità.

Ed è così che ancora oggi, in festa e in gioco, il Palio rievoca quella leggenda: tre uomini che faticano e una sirena che viaggia in carriola, simbolo di un popolo che ha saputo trasformare la paura in forza e il destino in libertà.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto
Squadra del Palio dei Lovi di Crocetta)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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