Nuoto, per Ivan Sartor un argento “mondiale” e un abbraccio che vale più di una medaglia

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Un abbraccio che significa tanto, forse più della medaglia stessa. Emblematico di un legame che va oltre l’acqua, oltre la gara. E’ quello che i compagni di squadra e colleghi di staffetta hanno regalato a Ivan Sartor, il 18enne della Montebelluna Nuoto, nonostante la conquista della medaglia d’oro sfumata per poco al Mondiale giovanile di Nuoto di fondo a Santa Fe, in Argentina.

Nelle acque argentine la staffetta mista 4×1500 composta da Ginevra Bagaglini, Mahila Spennato, Davide Grossi e dallo stesso Ivan Sartor ha conquistato l’argento dietro all’Ungheria.

“Ma quell’abbraccio è ancor più meraviglioso proprio perché nel finale Ivan, dopo una volata finale incredibile, si è arreso all’ungherese Karpati. Ma poco importa – spiega con orgoglio Michele Cavallin, capo allenatore della Montebelluna Nuoto – I suoi compagni corrono comunque ad abbracciarlo, festeggiano e danno una sonora lezione a tutti noi più grandicelli. Bisogna gioire per una medaglia d’argento, anche quando si perde una finale. Perché in quella medaglia ci sono sudore, sacrificio e passione. E poi, vincerla insieme ai tuoi amici, non ha prezzo”.

Dopo i successi ottenuti ai Campionati italiani di categoria (in vasca) al Foro Italico di Roma, con un doppio oro, e l’argento conquistato al debutto assoluto con la maglia della nazionale giovanile agli Europei disputati proprio in Ungheria, per Ivan, soprannominato “Il Trattore” – perché, spiega il suo allenatore, “è davvero molto determinato e se si prefigge un obiettivo va avanti fino in fondo a testa bassa” – è arrivato l’esordio al Mondiale, con le gare che si sono svolte al club nautico del Lago Sur, nel Parque del Sur, un lago di acqua dolce che ha accolto oltre 250 atleti tra i 14 e i 19 anni, provenienti da più di 40 nazioni.

Il 18enne montebellunese Ivan è sceso in acqua nella 3km Knockout sprint a eliminazione, una gara spettacolare e ricca di tensione perché si svolge su tre turni a eliminazione. 1500m, poi 1000m e round finale da 500m. Ivan, in questo caso, si è fermato alla semifinale.

“E’ mancato un pizzico di esperienza, essendo al debutto – racconta l’allenatore Cavallin, che lo segue da tre anni – Questa è una gara dalle dinamiche complesse, dove molti fattori possono incidere negativamente. Stavolta è andata così, ma sono certo che Ivan saprà mettere a frutto l’esperienza maturata in gara”.

“E’ stata una stagione fantastica – conclude il capo allenatore della Montebelluna Nuoto – Spero che l’esempio di Ivan sia da sprone per tutti per migliorare perché, come si è visto con lui, il duro lavoro paga sempre”.

Ora, al giovane “Trattore”, non resta che spegnere un attimo il motore e godersi domenica prossima la Festa dello Sport nella sua Montebelluna, dove verrà premiato e omaggiato come si deve.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Montebelluna Nuoto)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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