“Il tuo cuore ci ha tanto amati, il tuo animo da lassù ci aiuti a restare ancora sempre uniti nel tuo ricordo”: Nervesa della Battaglia perde un pezzo della sua storia con la scomparsa di Lina Olivotto, conosciuta da generazioni di nervesani come la “bidella” del paese.
Lo scorso 11 maggio Lina aveva spento 102 candeline circondata dall’affetto della sua famiglia, degli amici e dell’amministrazione comunale con la sindaca Mara Fontebasso che le aveva donato un mazzo di fiori a nome della comunità nervesana.
La ricordano con amore i figli Rino, Eleonora e Roberto, le nuore, il genero, gli adorati nipoti Alberto, Lorenza, Matteo, Francesco, Sara e Stefano, i pronipoti, i fratelli Gilda, Ugo e Mirco con Fiorella uniti ai nipoti, parenti e amici tutti.
L’ultimo saluto alla cara Lina sarà dato mercoledì 22 luglio alle ore 10.30 nella chiesa parrocchiale di Nervesa della Battaglia, partendo dall’ospedale di Montebelluna. Il Santo Rosario sarà recitato domani, martedì 21 luglio, alle ore 19.15 nella stessa chiesa.
“A nome dell’amministrazione comunale di Nervesa della Battaglia – dichiara Fontebasso – esprimo le nostre condoglianze ai familiari di Lina Olivotto in questo momento di dolore per la perdita di una signora che ha lasciato un ricordo indelebile nella nostra comunità. Le persone che hanno avuto il privilegio di conoscerla, in particolare quando svolgeva il lavoro di bidella nella nostra scuola media, hanno apprezzato la sua grande attenzione ai bisogni del prossimo e il suo desiderio di prodigarsi per gli altri. Con la sua scomparsa Nervesa perde un pezzo della sua storia ma non gli insegnamenti di Lina, che resteranno un patrimonio da custodire e tramandare alle nuove generazioni”.
LA STORIA DI LINA OLIVOTTO
Nata a Nervesa l’11 maggio del 1924, è stata la seconda di 6 fratelli: Gilda, Ugo e Mirco, che hanno rispettivamente 96, 88 e 84 anni, mentre Rino è morto disperso in Russia e Tullio è mancato in Australia.
Si era sposata a 24 anni con Antonio Fontebasso, con il quale ha avuto tre figli: Rino, Eleonora e Roberto. Nel tempo, la sua famiglia è cresciuta ulteriormente con l’arrivo di 6 nipoti e di ben 4 bisnipoti.
Molto conosciuta in paese, è stata la storica bidella della scuola media, dove ha conosciuto generazioni di ragazzi che ancora adesso, da adulti, la ricordano con affetto.
Donna piena di energia e di voglia di fare, ha sempre lavorato molto e, finché ha potuto, ha portato avanti la passione di cucire materassi per i suoi concittadini.
Per questo si era comprata anche una macchinetta per tirare la “grena” o la lana e si metteva a cucire a mano la mattina prima di andare a scuola e la sera dopo lavoro.
All’epoca, pensando ai suoi impegni, ripeteva spesso questa frase: “Ago e pesetta tira avanti a poretta”.
Nella vita è stata aiutata molto dalla sua fede autentica e profonda e fino agli ultimi giorni, grazie ad una memoria di ferro, ha recitato tante preghiere come quella a Santa Chiara.
Era molto affezionata alla sua oca domestica che, a volte, le metteva la testa sulle sue ginocchia per ricevere delle carezze.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Onoranze funebri Omar Piccolo via Comune di Nervesa della Battaglia)
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