Luoghi “dimenticati”, oggi, ma che un tempo avevano un’importante funzione per la comunità. Ai giorni nostri, invece, molti di questi edifici storici sono trascurati e o addirittura ignorati.
Quando al contrario meriterebbero un’appassionata riscoperta, la stessa che tenta di fare questa rubrica – ribattezzata appunto “Luoghi dimenticati” – che riprende fedelmente quella di Eventi Venetando, promossa dal Consorzio Pro Loco Quartier del Piave.
In questa nuova puntata, a cura di Enrico Dall’Anese, ci occupiamo del cippo commemorativo dell’Isola dei morti.
Questa rubrica è dedicata ai luoghi trascurati della nostra zona che potrebbero essere valorizzati per fini culturali e ricreativi. L’Isola dei morti non è certo un luogo “dimenticato”, anzi è fra i più utilizzati da Pro Loco, Comune e Associazioni per le loro manifestazioni. Si rischia però alla lunga di dimenticare l’origine di manufatti particolarmente significativi, presenti in questi siti. È il caso del cippo commemorativo, che vorremmo qui ricordare.
I caduti nell’Isola negli epici giorni della fine d’ottobre 1918 riposano oggi nel vicino Ossario di Nervesa, in cui l’epopea del Montello monumentalmente si riassume. Nell’Isola essi sono ricordati dal rudimentale cippo, in forma di piramide, eretto in loro memoria nel 1923. È costituito da pietre tolte dal greto del fiume e saldate con calce. Sulla sommità spicca una singolare e conturbante croce di filo spinato da reticolati, intrecciato nel doloroso simbolo cristiano intorno ad un elmetto contorto. La bianca lapide frontale reca parole tratte dalla Preghiera di Sernaglia, che il “poeta-vate” Gabriele D’Annunzio stesso aveva dettato.
Due dei principali promotori della erezione del cippo, nel quinto anniversario della Vittoria, furono il senatore Co. Girolamo Brandolini e il dott. Giulio della notabile famiglia pievigina dei Sammartini.
Devoti cultori delle glorie e tradizioni locali, essi si proposero di commemorare quella ricorrenza e a tale scopo costituirono un Comitato del quale chiamarono a far parte i sindaci dei sei comuni della Piana della Sernaglia. Fu così deciso di commemorare i Caduti sul Piave erigendo sull’Isola dei Morti, ove fu costituita la prima testa di ponte, un cippo-altare. Contemporaneamente si stabilì di dare un’attestazione di perenne riconoscenza, acclamandolo cittadino onorario dei sei Comuni, al Gen. Vaccari, comandante di quel XXII Corpo d’Armata che, varcato a viva forza il Fiume Sacro, nell’aspra e memorabile lotta sbaragliava l’invasore.
La costruzione materiale del cippo fu attuata dai mezzadri di Giulio Sammartini, che vennero ritratti in una foto subito dopo il termine dei lavori.
In tempi abbastanza recenti si aggiunsero altri manufatti-simbolo: nel 1965 il santuario della Madonna del Piave; nel 1975 il busto bronzeo che ritrae E. A. Mario, l’autore dell’epica “Leggenda del Piave”; nel 1991 il monumento “Vita per la Pace”, scultura in pietra dell’artista Marbal. Dello stesso autore sono le altre due opere, inaugurate nel 2002, “Fiaccola con braciere” e “Santa Barbara”.
(Autore: Venetando)
(Foto: Eventi Venetando)
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