Petizione con 600 firme, ma l’antenna è installata. Il Comitato: “Non ci fermiamo”

Le firme, quelle di 600 cittadini, sono state raccolte e depositate giovedì da parte del Comitato, ma intanto l’installazione dell’antenna in via dei Fanti, a Nervesa della Battaglia, iniziata martedì scorso, è stata completata proprio ieri.

“Il Comitato No Antenne 5G di Nervesa della Battaglia continua tuttavia la lotta per richiedere il blocco del Piano antenne comunale che prevede l’installazione di 8 antenne dislocate nel territorio, in aree pubbliche densamente abitate e nelle vicinanze di plessi scolastici di diverso ordine e grado, come quella installata il 4 marzo in via dei Fanti a Bavaria, in zona residenziale e limitrofa alla scuola elementare Mario Fiore”.

Da qui la petizione lanciata, con le firme di 600 cittadini che chiedono alla sindaca Mara Fontebasso la revoca del piano antenne, ritenuto non sufficientemente trasparente.

“Siamo amareggiati del fatto che l’Amministrazione comunale non si sia opposta
all’installazione dell’impianto Inwit in via dei Fanti, a Bavaria – proseguono gli esponenti del comitato -. Non si è mai tentata una sospensione dei lavori né una revisione del piano. Da martedì scorso la nuova antenna 5G a Bavaria è visibile come nuovo emblema negativo dei beni ambientali, culturali e paesaggistici, simbolo di mancata tutela della salute dei cittadini residenti e delle nuove generazioni. Vogliamo segnalare al sindaco che coraggio ed intraprendenza sono elementi imprescindibili al fine di salvaguardare la salute dei propri concittadini e l’integrità di un territorio, strada intrapresa da altri sindaci appartenenti alla provincia di Treviso. E a nulla serve nascondersi dietro articoli di legge e la solita burocrazia.
In nome della salute nostra dei nostri figli e della tutela del nostro magnifico quanto delicato
territorio, siamo quindi nuovamente a chiedere all’Amministrazione l’immediata revoca del Piano nonché la revisione del posizionamento degli impianti 5G. Un Comune non può esimersi dall’ascoltare la voce dei suoi cittadini. Il Comitato, ancora più deciso, non si fermerà. La salute prima di tutto”.

Una protesta pienamente appoggiata dalla minoranza politica del Comune, con la lista civica Uniti per Nervesa a sostegno della petizione popolare promossa dai residenti.

“Condividiamo le preoccupazioni espresse dai cittadini e riteniamo che la partecipazione attiva della popolazione sia fondamentale nelle decisioni che riguardano il territorio – ha dichiarato Matteo Mattiuzzo, capogruppo di Uniti per Nervesa -. Per questo motivo, la lista civica sostiene la richiesta di revoca della delibera e di avvio di un nuovo percorso partecipativo. Riteniamo che il piano antenne debba essere il risultato di un ampio confronto con la cittadinanza, che tenga conto delle diverse sensibilità e delle esigenze di tutti. L’Amministrazione comunale ha il dovere di ascoltare le preoccupazioni dei cittadini e di agire nell’interesse della collettività”.

Da qui la proposta rilanciata da Uniti per Nervesa di istituire una commissione ambientale, composta da esperti e cittadini, che possa svolgere un ruolo attivo nella tutela dell’ambiente, del territorio e della salute pubblica. Commissione che “potrebbe essere un interlocutore anche nella redazione di un eventuale nuovo piano antenne, garantendo un approccio trasparente e partecipativo”.

Questa invece, alla luce degli ultimi sviluppi, la replica di Fontebasso: “Venerdì Inwit ha completato l’installazione dell’antenna 5G in via Fanti, nella frazione di Bavaria, che le è stata finanziata con i Fondi del PNRR. A tal proposito l’Amministrazione comunale comprende le preoccupazioni dei cittadini, che sono anche quelle dell’intera Giunta e, per questo intende ribadire la propria posizione in merito, spiegando il contesto normativo e le azioni intraprese – le parole del primo cittadino -. Siamo consapevoli del disorientamento, delle apprensioni e delle perplessità sollevate dalla comunità. Per quanto però riguarda l’antenna di Bavaria, dobbiamo chiarire che si tratta di un progetto finanziato dal PNRR, con pareri favorevoli di Arpav e Soprintendenza e, in base ad una recente norma nazionale di favore, l’area e il sito dove installarla non sono in alcun modo concertabili perché nessun vincolo o prescrizione può bloccare la scelta dal momento che l’impianto, essendo destinato a coprire un’ ‘area bianca’, ossia una zona che nessun operatore avrebbe avuto un vantaggio economico a servire con il segnale, deve ora risultare obbligatoriamente coperta grazie ai Fondi del PNRR”.

Sulla petizione promossa dai residenti, “in questi giorni un consistente gruppo di cittadini ha protocollato una raccolta firme dove chiedono la revoca del Regolamento comunale che disciplina le aree idonee per installare le nuove antenne, ma si tratta di una scelta attività assolutamente da non fare, in quanto darebbe spazio alle società di telecomunicazione di installare impianti in piena libertà e renderebbe il Comune completamente privo di strumenti di difesa – ribadisce Fontebasso -. Il ‘Regolamento Piano-Antenne’ se, come detto, non ha
purtroppo nessun potere nei confronti delle ‘Antenne PNRR’ come quella di Bavaria, perché le stesse vengono posizionate in deroga a qualsiasi vincolo o divieto, può, invece, disciplinare tutte le altre antenne che normalmente vediamo nascere un po’ ovunque nei vari Comuni. Quando siamo entrati in carica i margini di intervento sul Regolamento Antenne di Nervesa erano praticamente nulli poiché il processo decisionale era già stato definito dal Commissario Prefettizio che ha portato a termine quanto già predisposto dall’Amministrazione Vettori che a suo tempo aveva già richiesto un contributo alla Provincia per redigere il piano. Quello che invece noi stiamo facendo è chiedere una revisione del Piano dove verranno ridefinite le posizioni dei siti in collaborazione e condivisione con la cittadinanza”.

“In questa fase di variante risulteranno bloccate tutte le eventuali istanze che dovessero essere presentate dalle aziende di telecomunicazione – prosegue il sindaco -. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di cercare soluzioni che consentano di riposizionare, in maniera quanto più oculata possibile, i siti previsti per le future installazioni, così da ridurre l’impatto per la cittadinanza a tutela della salute di tutti, collocandole, poi, sul suolo pubblico, al fine di avere un ritorno economico derivante dall’utilizzo dell’area, che potrà essere impiegato anche per i periodici controlli e i monitoraggi necessari”.

“Purtroppo, nel caso di Bavaria, che è stata classificata dall’alto come ‘zona bianca’ e in tanti altri Comuni, anche limitrofi, che si sono ritrovati con altrettante zone ‘a perdita di mercato’ da sopperire con i Fondi del PNRR, l’arroganza normativa ha tolto ogni tipo di potere alle Amministrazioni comunali e, quindi, al sindaco – conclude Fontebasso -. Infatti nella seduta del Senato di giovedì 27 giugno 2024, tra il silenzio generale, è stato approvato con voto di fiducia un emendamento al cosiddetto ‘Decreto Coesione’, presentato solo due giorni prima, e destinato a cambiare le sorti del Piano ‘Italia 5G’. Nello specifico, l’emendamento ha stabilito che ‘la localizzazione degli impianti nelle aree bianche oggetto dell’intervento è disposta anche in deroga ai regolamenti comunali’. Tradotto, significa che allo Stato è consentito di passare sopra l’Amministrazione locale in merito alla installazione delle antenne per le reti 5G PNRR, anche quando i Comuni dovessero opporsi. Non per questo ci dobbiamo arrendere e buttare tutto alle ortiche revocando il ‘Regolamento Piano-Antenne’, anche se ce lo siamo ritrovati già confezionato, ma dobbiamo, invece, lavorare per adeguarlo, prestando la massima attenzione alle istanze dei cittadini perché il Regolamento rappresenta comunque l’unico strumento in mano al Territorio per disciplinare l’arrembaggio di tutte le altre antenne che non saranno finanziate con i Fondi PNRR, fondi – ironia della sorte – che sappiamo essere i soldi che noi tutti mandiamo sistematicamente in Europa”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Uniti per Nervesa)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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