Motta di Livenza e Oderzo hanno vissuto due giornate di eccezionale profondità culturale in questo fine settimana. Il dottor Sandro Barbagallo, curatore del reparto collezioni storiche dei Musei Vaticani e consulente dell’ufficio delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, è stato il relatore della presentazione del volume “Motta di Livenza e le sue ville” e dell’incontro di formazione dell’Istituto diocesano Beato Toniolo Le vie dei Santi, ente organizzatore del weekend.
Oltre cento persone hanno gremito sabato pomeriggio la sala del Santuario Basilica della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza per il nuovo libro dell’architetto Cristina Vendrame: il binomio tra architetture veneziane e spiritualità – ha spiegato – trova una delle maggiori espressioni proprio nel Santuario e nei suoi chiostri, dedicati a San Francesco e Sant’Antonio.


Alla presentazione, moderata da Marco Zabotti, direttore scientifico IBT, hanno portato il loro saluto Annalina Sartori, presidente dell’Istituto Beato Toniolo, Padre Mario Favretto, Rettore del Santuario mottense, don Mirco Miotto, incaricato diocesano dell’ufficio per l’arte sacra e i beni culturali ecclesiastici. Nel suo intervento, il cardinale Beniamino Stella, Prefetto emerito della Congregazione per il Clero, ha sottolineato il valore dell’impegno del dottor Barbagallo e dell’opera di Vendrame, mettendo in luce l’azione importante dell’Istituto Beato Toniolo sul territorio.




Speciale attenzione è stata rivolta alle parole del dottor Barbagallo, che ha firmato l’introduzione del volume: “Un viaggio documentato, meditato, delicatamente appassionato nel cuore di un territorio che, al pari di molti altri luoghi italiani, custodisce sotto la superficie di una quotidianità distratta un tesoro stratificato: architettonico, spirituale, paesaggistico e culturale” ha scritto nel testo.


Nella sua relazione, il curatore dei Musei Vaticani si è soffermato sul senso dell’identità locale che “non deve mai essere un peso, ma un valore da considerare in tutte le azioni della comunità”, e ha sottolineato che il santuario mottense è “tra i pochi al mondo nati direttamente su una apparizione”.
“Conoscere, esaltare, valorizzare l’identità locale – ha detto – significa conoscere, esaltare e valorizzare tutto ciò che riguarda la storia di un luogo; la storia che è memoria e identità, per l’appunto, di questo luogo”.


“La presentazione del libro dell’architetto Vendrame – ha osservato – ci ha permesso di riflettere su questi argomenti, su Motta di Livenza e le sue ville, ed è stata anche un’occasione per ribadire l’importanza di questo luogo, legato in maniera inscindibile con quella che è stata la grande storia di 1100 anni della Repubblica veneziana, che, addirittura, considerava Motta di Livenza come una delle sue figlie più importanti”.
“Essere a Motta di Livenza e conoscerne la storia, valorizzare le architetture che altro non sono che il riflesso di quella storia che qui si è snocciolata nel corso dei secoli – ha concluso Barbagallo – non può che servire a dare una buona scossa a tutto ciò che riguarda la coscienza di appartenenza a una comunità. Una comunità che deve comunque sempre avere una forte connotazione con il suo territorio, perché quel territorio è fatto dalla storia degli abitanti che lo hanno abitato e che ancora oggi continuano ad abitarlo”.


Per l’Istituto Beato Toniolo, la due giorni è proseguita con grande soddisfazione. Nella mattinata di domenica, nella Sala delle Anfore del Museo Archeologico di Oderzo, il dottor Barbagallo è stato il relatore d’eccezione dell’evento di cultura e formazione, patrocinato dal Comune di Oderzo.
Parlando del tema “il senso del sacro, il fare artistico e l’importanza di tener viva una tradizione millenaria”, egli ha lanciato con forza un messaggio di fedeltà e innovazione per quanto riguarda l’arte e l’architettura contemporanea del sacro, sottolineando la necessità che il lavoro generativo in questo ambito sia animato da profonda consapevolezza e volontà di rilanciare l’autenticità della tradizione cattolica.
All’incontro moderato da Marco Zabotti, hanno portato il saluto la presidente IBT Annalina Sartori, l’assessore comunale Erika Zaia, il presidente della Fondazione Oderzo cultura Roberto Costella e il vicario generale della Diocesi di Vittorio Veneto monsignor Gianluigi Papa.
“La due giorni di eventi con il dottor Barbagallo è andata al di là delle più rosee aspettative – commentano soddisfatti dall’Istituto Beato Toniolo la presidente, Annalina Sartori, e il direttore scientifico, Marco Zabotti – perché ha suscitato un vivissimo interesse, ha raccolto una partecipazione numerosa e qualificata, e ha rafforzato la stima della comunità nei confronti del lavoro culturale ed ecclesiale del nostro Istituto”.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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