I Cavalieri Templari nella Marca Trevigiana


Nella vasta geografia della presenza templare in italia settentrionale, la Marca Trevigiana occupa un posto di assoluto rilievo. posta al crocevia di antiche vie romane e di corsi d’acqua che convergevano verso la laguna veneziana, questa terra fu teatro di una radicata e duratura attività dell’ordine del tempio, dai primi insediamenti del XII secolo fino alla soppressione definitiva del 1312. è a questo territorio, alle sue chiese, ai suoi documenti e alle sue memorie sepolte, che Nicola Pezzella — storico dell’arte e medievista, dottore di ricerca in conservazione dei beni culturali con specializzazione in iconografia medievale e rinascimentale, membro della larti (libera associazione ricercatori templari italiani) — ha dedicato alcune delle sue ricerche più rigorose e appassionate.


La domus di tempio di Ormelle

il primo polo di questa geografia templare è la chiesa di San Giovanni Battista nella frazione di tempio, nel comune di ormelle, un tempo dedicata alla madonna assunta, in provincia di Treviso. la tradizione locale ne attribuisce la fondazione intorno al 1190, in un’area che allora era lungi dall’essere il quieto paesaggio rurale che appare oggi. in quel punto si incrociavano la via tridentina — l’antica strada romana opitergium-tridentum che univa Oderzo a Trento — e il fiume lia, arteria idrica di collegamento verso il bacino del Piave e il porto di Venezia, donde i cavalieri si imbarcavano per la terrasanta. l’insediamento non era dunque una sede secondaria, bensì una domus di prima importanza, capace di ospitare grandi maestri templari nominativamente attestati nelle fonti.

La struttura originaria conserva ancora oggi la sua impronta romanica, leggibile nella muratura più antica. sul fianco della chiesa le croci templari rosse, simili per forma a una spada, sopravvivono come testimonianza lapidea di quella presenza secolare. dopo la soppressione dell’ordine, sancita dalla bolla di clemente v nel 1312, i possedimenti passarono — su pressione anche dei potenti da camino — ai cavalieri ospedalieri di san giovanni di gerusalemme, i quali mutarono l’intitolazione mariana originaria in quella a san giovanni battista e aggiunsero il portico esterno affrescato con la figura di san cristoforo, immagine tradizionale di accoglienza per i pellegrini di passaggio. un inventario del 3 marzo 1310, rogato in prossimità della soppressione, testimonia la ricchezza dell’insediamento: volumi, paramenti liturgici, suppellettili sacre, beni fondiari.


San Tomaso a Treviso: una parrocchia scomparsa

Se tempio di Ormelle costituisce il polo rurale della presenza templare trevigiana, la città di Treviso ne ospitò invece la dimensione urbana. secondo le ricerche di Pezzella, la città contava almeno due importanti case templari, di cui la più significativa fu la chiesa e precettoria di San Tomaso, fondata nell’XII Secolo e intitolata a Tommaso Becket, il martire arcivescovo di Canterbury. la dedicazione al santo inglese — canonizzato nel 1173, a soli tre anni dal suo assassinio — riflette la temperie spirituale e politica di un’epoca in cui il culto di Becket si diffuse con straordinaria rapidità in tutta europa, spesso veicolato proprio dai circuiti cavallereschi e pellegrineschi.

La chiesa di San Tomaso esercitò un’influenza così profonda sulla toponomastica locale da dare il nome a un intero borgo cittadino e a una delle porte di Treviso: testimonianza eloquente del peso civico che l’insediamento templare aveva acquisito nel tessuto urbano medievale. dopo la soppressione dell’ordine, la parrocchia passò ai giovanniti e sopravvisse — sia pur trasformata — per secoli, fino alla sua definitiva demolizione, avvenuta in epoca relativamente recente, nel corso del xix secolo. la paradossale circostanza che un edificio distrutto da meno di duecento anni sia già quasi scomparso dalla memoria collettiva dei trevigiani è uno dei motivi che ha spinto Pezzella a dedicarvi uno studio monografico.


Il libro e la conferenza

Nel 2014 Pezzella diede alle stampe per editrice storica il volume la chiesa di San Tomaso a Treviso. templari e cavalieri di malta nella storia di una parrocchia scomparsa, corredato di immagini inedite e fondato su una sistematica ricognizione archivistica. il libro fu presentato a treviso in occasione di una conferenza tenuta al convento di San Francesco, nell’ambito degli incontri di archeologia veneta promossi da Italia Nostra, in qualità di studioso e ricercatore della larti (libera associazione ricercatori templari italiani).

lo studio si propone non di alimentare l’alone leggendario che da sempre circonda l’ordine del tempio, ma di restituirne la dimensione storica concreta: i precettori che si succedettero nella gestione delle case, i documenti notarili, le transazioni fondiarie, i paramenti liturgici inventariati alla vigilia della soppressione. i nomi, i volti, la burocrazia quotidiana di un ordine religioso-militare che operò a Treviso per quasi due secoli come una realtà istituzionale viva, radicata nel territorio e nella devozione della comunità.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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