La scelta del giovane Federico: riaprire Malga Oro e produrre formaggio. “Ci vuole tanta passione”

“L’ho sempre fatto con la nonna nella malga privata, ma ormai lei ha i suoi anni e lo spazio era diventato un po’ piccolo. Bisognava fare una scelta: mollare tutto o rilanciare e andare avanti“.

E Federico Mario Colao, malghese di soli 25 anni di Borso del Grappa, ha scelto la seconda opzione. E così, da fine maggio, ha riaperto Malga Oro, sulle pendici dell’omonimo Monte, nei pressi dei Colli Vecchi sul Massiccio del Grappa, sempre nel territorio di Borso del Grappa.

In un momento in cui si parla tanto di sostenere questo lavoro, duro e faticoso, “difendendo chi difende la montagna“, la scelta controcorrente di Federico è sicuramente animata da tanta passione e da un pizzico di “follia”.

“Lavoravo in un caseificio a Cavaso del Tomba, ma mi sono licenziato per inseguire questo sogno – ha spiegato il 25enne – Ci tenevo a portare avanti la tradizione di famiglia. Mia nonna, che gestisce ancora una malga privata con un po’ di manze e altro bestiame giovane, sono 67 anni che fa questo lavoro!”.

E lui, che d’inverno ha un’altra azienda a Pagnano d’Asolo e un’altra stalla in affitto a Fonte Alto, dove alleva vacche da latte, non ci ha pensato due volte.

“E’ stato quasi un dovere morale, ma per me anche un grande orgoglio – prosegue Federico – Ma per riuscire ad andare avanti devi avere una grande passione, altrimenti non lo fai. Non ci sono sabati e domeniche, non c’è Natale e, in qualsiasi condizione meteo, tu devi andare avanti”.

In questo caso, per riportare a Malga Oro anche la produzione di formaggi ormai sparita, Federico ha investito anche un po’ di soldi, ben spesi a giudicare dal terzo posto che si è aggiudicato nella rassegna dei Formaggi del Grappa (categoria Morlacco del Grappa) la cui premiazione si è svolta domenica scorsa.

“Allevo la vacca burlina, che è la razza proprio autoctona della montagna – sottolinea con un pizzico di comprensibile orgoglio il 25enne – E poi seguo le ricette storiche della mia famiglia, quelle per la produzione del formaggio di cent’anni fa. Mi sembrava prematuro partecipare al concorso di quest’anno, invece è arrivato un bel risultato che mi spinge ad andare avanti con ancora più determinazione”.

E la tua giornata tipo com’è? “Sveglia presto, intorno alle 5.30 – racconta Federico – Le vacche sono fuori di notte, per cui per prima cosa devo andare a prenderle e riportarle in stalla, mungerla e sistemare i vitelli. Fatto questo mi dedico al formaggio fino a mezzogiorno, quindi la mattinata è bella piena. Poi, dopo due o tre ore di riposo, verso le 16 vado a prendere le vacche per la mungitura serale e metto via il latte. Infine bisogna dare un’ultima sistema ai vitelli e la giornata è finita”.

Una vita che, da fuori – persino dai suoi amici e coetanei – viene spesso elogiata a parole: “Sì, certo – fa spallucce Federico – Ma a chiacchiere siamo bravi tutti, ma poi nei fatti…mi danno un po’ del ‘matto’ e di sicuro nessuno di loro si metterebbe al mio posto”.

Lui sì, invece, perché l’ha scelto per amore delle tradizioni, della famiglia, degli animali e del buon cibo.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: 
Alessandro Lanza)
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